Salute: 1 persona su 5 a rischio ictus da qui al 2030

ICTUS TUNGSTENO - CopiaUna persona su cinque nei Paesi industrializzati rischia di essere colpita da ictus cerebrale da qui al 2030. A determinare l’aumento di ictus, infarto, embolia e’ l’allungarsi della vita media, come rileva Alt (Associazione per la lotta alla trombosi) in una nota. E il costo di ictus e delle malattie da trombosi nel loro insieme e’ ”insostenibile: per ogni incremento del 10% di queste malattie – continua Alt – l’Italia perde mezzo punto di Pil. L’Europa dovra’ prepararsi a spendere ogni anno da 72 a 183 miliardi di euro solo per curare le persone colpite da ictus, mentre per la sola Italia, andiamo dai 12 ai 30 miliardi di euro l’anno”. Un costo ”troppo alto perche’ nessun servizio sanitario sara’ in grado di sostenere spese cosi’ grandi – prosegue – Se poi consideriamo i costi in termini di perdita di produttivita’, il danno per il nostro Paese aumenta fino a 13 miliardi di euro. Il motivo di costi cosi’ elevati sta nel fatto che non sempre l’ictus uccide: in 90 malati su 100 lascia segni indelebili, solo 10 persone riescono recuperare completamente le funzioni perdute”. La fascia di eta’ che subira’ il maggior incremento di ictus e infarto e’ quella fra i 45 e i 64 anni. Le stime parlano di un aumento del 5% l’anno. ”La sindrome da immortalita’ – sottolinea la presidente di Alt, Lidia Rota Vender – tipica di chi non ha ancora 40 anni sta diventando pericolosa, perche’ porta a sottovalutare la forza negativa dei fattori di rischio legati allo stile di vita. Controllo del peso, stop al fumo, porzioni di cibo piu’ piccole e di migliore qualita’, minor consumo di alcool e droghe, piu’ movimento: non e’ mai troppo presto per cominciare a prendersi cura della propria salute. L’eliminazione dei fattori di rischio riduce la probabilita’ di eventi, salvando dalla trombosi almeno una persona su tre”.