L’inattivita’ non fa mai bene, ma con il passare del tempo il suo impatto sulla salute generale diventa maggiore. E’ il caso delle donne che superano i trenta anni d’eta’. Un nuovo studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine ha dimostrato che dai trent’anni in poi l’inattivita’ esercita un impatto sempre maggiore sul pericolo di sviluppare malattie cardiache. L’impatto supera quello di altri fattori di rischio noti per le donne, inclusi sovrappeso, fumo e pressione sanguigna elevata. L’inattivita’ fisica ha quindi la “meglio”, costituendo la minaccia cardiaca piu’ significativa. L’indagine, condotta dalla University of Queensland, ha analizzato un campione di 32.154 partecipanti, parte dell’Australian Longitudinal Study on Women’s Health che ha monitorato la salute sul lungo termine delle donne nate tra il 1921-6, 1946-51 e 1973-8 fino al 1996. Combinando diversi fattori, e’ emerso che fino ai trenta anni il fumo e’ il fattore piu’ determinante per il rischio cardiaco ma dai trent’anni fino alla fine degli ottanta i bassi livelli di attivita’ fisica sono i maggiori responsabili dell’insorgenza delle malattie cardiache.
Salute: dopo i 30 anni, l’inattività diventa il killer cardiaco delle donne


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