Salute: Italia fanalino di coda per impianti cocleari

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ORECCHIOIn Italia vengono applicati ogni anno circa 15 impianti cocleari per milione di abitanti, mentre in altri Stati europei come la Germania e la Francia questo numero sale a 20-25. E’ quanto emerso questa mattina al convegno “Le nuove indicazioni dell’impianto cocleare”, che si e’ tenuto presso l’aula di clinica odontoiatrica dell’Universita’ Sapienza di Roma. Secondo i dati Istat, circa 8 milioni di persone presentano un disturbo dell’udito piu’ o meno grave. Un numero che corrisponde al 18 per cento della popolazione italiana. Di questi 8 milioni, il 27 per cento soffre di una ipoacusia grave o profonda. Si stima inoltre che ogni 1.000 nuovi nati, 1 presenti una ipoacusia profonda, che equivale a circa 200/250 neonati all’anno. Le cause principali della sordita’ differiscono in base all’eta’: nei bambini il 60 per cento dei disturbi dell’udito sono di natura genetica mentre nell’adulto le cause principali sono quelle infettive e professionali. “Fino a oggi, in molti casi – ha detto Roberto Filipo, professore ordinario di Otorinonolaringoiatria presso il Dipartimento Organi di senso della Sapienza Universita’ di Roma e presidente del convegno – si sono utilizzate esclusivamente le protesi acustiche, che non sono altro che ‘amplificatori’ dell’udito residuo. Il loro limite, quindi, e’ strettamente correlato al danno anatomico: piu’ il danno si aggrava, piu’ si perde la capacita’ di modulare la sensazione uditiva, alcuni suoni diventano troppo intensi e la parola viene percepita in modo distorto. Le piu’ recenti tecnologie legate all’impianto cocleare permettono di risolvere brillantemente questo aspetto critico poiche’, stimolando direttamente le terminazioni nervose, ripristinano in modo fisiologico la capacita’ percettiva, senza alcuna distorsione acustica”.