Negli ultimi 42 anni – dal 1971 al 2013 – in Sardegna si e’ registrata una media di 3.293 incendi all’anno che hanno distrutto 36.791 ettari di superficie totale, di cui 7.400 boscata. L’anno scorso ne sono divampati 2.072, con 14.828 ettari di superficie distrutta, di cui 3.545 boschiva. L’anno peggiore in assoluto e’ stato il 1981, con 5.926 incendi e 120.137 ettari distrutti (14.453 boschivi), mentre negli ultimi dieci – dal 2003 – il record spetta al 2010 con 3.646 incendi e 11.749 ettari bruciati di cui 2.198 boschivi. Il 1995 ha fatto registrare i dati meno pesanti, con 1.405 incendi su 3.569 ettari di cui 953 boschivi, mentre negli ultimi dieci anni la situazione migliore e’ proprio quella dell’anno scorso. Facendo un’analisi per periodo, fra il 1971-81 i dati diffusi stamane dalla Regione Sardegna mostrano una tendenza alla crescita esponenziale del numero di eventi. Fra il 1982 e il ’94 si assiste a un’inversione di tendenza che fa assestare il dato del numero di incendi su 3.377 l’anno, mentre nell’ultimo periodo – fra il 1995 e il 2013 – si osserva una tendenza quasi costante del numero di incendi. L’assessore regionale dell’Ambiente Donatella Spano, durante la presentazione della campagna antincendi per la prossima estate, ha sottolineato che la Sardegna e’ una regione virtuosa in quanto, in caso di incendio, richiede la mobilitazione e l’intervento di Roma “ogni 24 eventi, mentre le altre regioni hanno una media di una richiesta ogni 6 eventi”. “Il che significa”, ha sottolineato l’assessore, “che noi non sprechiamo le risorse dello Stato”.


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