In inglese si chiama ”soul searching”, ricerca dell’anima, ossia quel momento in cui ci si guarda dentro per trovare nuove motivazioni e nuovi slanci verso prospettive diverse da quelle affrontate fina a quel momento. E’ quanto scrive il fisico delle particelle Marco Zito, in un articolo sul quotidiano francese ”Le Monde”, prendendo spunto da un evento a cui hanno partecipato centinaia di ricercatori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). Il convegno, tenutosi a Roma lo scorso aprile, ha visto la partecipazione di oltre 800 fisici italiani, tutti con un obiettivo comune: comprendere quali saranno i prossimi passi quando molti degli esperimenti, al momento in corso, produrranno i risultati sperati. ”Non il classico evento a cui partecipano esperti per fare il punto della situazione e presentare nuove prospettive. La questione e’ piuttosto la seguente: e se, nel 2016-2017, non si fara’ nessuna nuova scoperta con l’acceleratore di particelle LHC del Cern? E se non troveremo piu’ segnali di materia oscura nei prossimi esperimenti?”, scrive Zito. Questa situazione e’ stata definita dai fisici come la ”depressione post-Higgs”. ”Certo, il Bosone di Higgs e’ considerato un importante punto di svolta – prosegue Zito su Le Monde – ma spiega solamente il 4% di cio’ che esiste nell’universo”. Zito ha tuttavia sottolineato che l’LHC sta ancora facendo i suoi primi passi e dunque ”possiamo aspettarci un gran numero di risultati nei prossimi anni”.
Scienza: ricercatori alle prese con la “depressione post-Higgs”


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