Scienza: scoperta la miscela chimica in grado di riparare la plastica

bioplasticaScoperto un intruglio chimico che riesce a riparare buchi ampi nove millimetri in una lastra di plastica, ordine di grandezza di auto-riparazione mai raggiunto prima. La scoperta, descritta sulla rivista Science, potrebbe portare alla creazione di nuovi tipi di ali di aerei e componenti di veicoli spaziali capaci di ripararsi autonomamente durante il volo. “E’ eccitante, un grande passo in avanti verso la possibilita’ di guarire autonomamente strutture senza intervento”, ha spiegato Ellen Arruda, ingegnere dell’Universita’ del Michigan, tra i responsabili dello studio. In pratica, si tratta dell’equivalente per i polimeri di un coagulo di sangue: riparazione attraverso la promozione della ricrescita di materiali in grado di “guarire” fori fino a circa un centimetro di diametro con crepe a raggiera su una superficie di 3,5 centimetri in diametro. Cento volte piu’ grande di ogni riparazione autonoma precedentemente prodotta in un materiale non vivente. Il primo passo consiste nel riempire due canali paralleli di 330 micrometri di diametro con due miscele di molecole organiche note per combinare la formazione di strutture solide e semisolide. I canali sono successivamente incorporati in un foglio di plastica di tre millimetri di spessore, bucato in modo da permettere alle miscele di fluire nel foro e mescolarsi tra loro. Un catalizzatore unisce i composti in fibre reticolari, producendo un gel semisolido che riempie dall’esterno la fessura. Le fibre formano una impalcatura reticolare che sostiene il terzo composto che reagisce formando polimeri solidi che si introducono nel foro e circondano le crepe di una sostanza violacea, sigillando e conferendo nuova forza al materiale risanato.