Singolare situazione sinottica nel cuore dell’Europa, un fronte freddo “anabatico” schiacciato fra un anticiclone e una circolazione depressionaria

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L'esteso fronte "anabatico" rimasto semi-stazionario al traverso dell'Europa centro-orientale
L’esteso fronte “anabatico” rimasto semi-stazionario al traverso dell’Europa centro-orientale

Dando un’occhiata alla situazione sinottica, a livello europeo, notiamo un quadro configurativo ancora spiccatamente dinamico, con un flusso perturbato principale che scorre sopra i 40° di latitudine nord, lungo il margine più meridionale di una estesa circolazione depressionaria, che dall’Atlantico settentrionale tende ad estendersi fino all’Europa centrale. Questa ampia circolazione depressionaria è contraddistinta da ben tre differenti minimi barici, localizzate rispettivamente, fra il tratto di oceano poco a sud dell’Islanda, il mar del Nord ed il Baltico. Al minimo barico che in queste ore si sta allontanando in direzione del mar Baltico è legato un sistema frontale, che dalle Repubbliche Baltiche si estende di lungo fino ai Balcani e alla Grecia settentrionale, dopo aver sfiorato l’Adriatico in mattinata con un aumento di nubi fra Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. La parte più meridionale di questo, nel corso delle prossime ore, evolverà in un “CUT-OFF”, che dal basso Adriatico scivolerà molto velocemente in direzione dello Ionio, andando ad assorbire i resti del vecchio “CUT-OFF” in azione sul mar di Levante, e responsabile dell’ondata di maltempo che in queste ore sta bersagliando vaste zone del Medio Oriente, a suon di piogge e temporali fra Arabia Saudita e Israele.

analyzaL’avanzata verso levante di questo sistema frontale, esteso dalle Repubbliche Baltiche fino ai Balcani, viene bruscamente frenata dalla presenza di un solido promontorio anticiclonico, con massimi di oltre i 1034 hpa, posizionato fra la Russia meridionale e il settore più occidentale del Kazakistan. Al momento, osservando le ultime moviole satellitari, si nota come il robusto anticiclone dinamico presente nel sud della Russia europea abbia reso il sistema frontale stazionario sopra l’Europa centro-orientale. Come “ingabbiato” fra il margine sud-orientale dell’estesa fascia depressionaria presente sull’Atlantico settentrionale e il bordo più occidentale del solido promontorio anticiclonico, con massimi di oltre i 1034 hpa, posizionato fra la Russia meridionale. Tale sistema frontale è ben identificabile in un lungo nastro di nubi, quasi perfettamente rettilineo, che dalla Carelia si distende fino ai cieli della Macedonia e della Grecia settentrionale.

 

Il fronte "anabatico" giunto a ridosso dell'Ucraina occidentale e della Romania
Il fronte “anabatico” giunto a ridosso dell’Ucraina occidentale e della Romania

Nella zona più settentrionale del sistema nuvoloso, che accompagna il fronte, s’identifica pure “Warm Conveyor Belt” di tipo “forward” (in avanti rispetto al fronte freddo) che si allontana verso la Bielorussia e Russia europea, sotto la spinta del ramo ascendente del “getto polare”, che scorre sul margine occidentale dell’area anticiclonica presente nel sud della Russia europea. La parte più consistente del sistema frontale si trova al traverso della Bielorussia, Ucraina occidentale e ovest della Romania, dove sono in atto delle precipitazioni sparse che localmente, soprattutto lungo i Carpazi, possono assumere anche caratteristiche temporalesche, per azione “termoconvettiva” sui rilievi più elevati. Ma malgrado lo spettacolo prettamente “coreografico”, offerto dalle immagini satellitari, questo sistema frontale, ostacolato ad est da una gaiarda struttura anticiclonica dinamica, rimane avaro di fenomeni precipitativi degni di nota, assumendo sempre più le sembianze di un “fronte anabatico”. Il fronte freddo che lo segue ha ormai assunto caratteristiche prevalentemente “anabatiche”. In genere, nella meteorologia dinamica, un fronte freddo si dice “anabatico” allorquandoil “getto” in quota scorre parallelamente al fronte freddo nel settore pre-frontale. Mentre nel caso in cui il “getto” e il fronte freddo siano perfettamente ortogonali fra di loro allora useremo il termine di “split front”. Seppur fortemente smorzato dalle “Subsidenze atmosferiche” dell’anticiclone russo il fronte, fra domani e sabato, tenderà molto lentamente ad evolvere verso est, portando molte nubi e delle piogge che interesseranno a macchia di leopardo la Romania, il territorio ucraino, la Bielorussia e il settore occidentale della Russia europea.