Le straordinarie esperienze di pre-morte, tra scienza e paranormale: viaggio nell’aldilà o semplici allucinazioni?

Le NDE, acronimo di Near Death Experience (o esperienze di pre-morte), sono esperienze vissute da un certo numero di individui che hanno ripreso conoscenza  dopo aver vissuto uno stato di coma causato da arresto cardiocircolatorio e respiratorio. I pazienti esaminati in tutto il mondo riferiscono di aver vissuto esperienze straordinarie nonostante un’attività cerebrale nulla (ECG piatto), che non consentirebbe, secondo le attuali conoscenze scientifiche, alcuno stato di coscienza. Nonostante la medicina spieghi questo tipo di esperienze con alterazioni transitorie di tipo chimico, neurologico o biologico, tipicamente presenti nel corpo umano in condizioni particolari come quelle prima descritte, molti altri ricercatori sostengono che le esperienze di pre-morte vadano oltre queste spiegazioni razionali, soprattutto a causa di alcune divergenze raccontate da ogni singolo paziente esaminato. Alcuni protagonisti, ad esempio, riescono a vedere o sentire particolari che si trovano al di fuori del loro campo visivo o uditivo, e le esperienze nella stragrande maggioranza dei casi non sono soggettive come dovrebbe verificarsi durante una fase REM del sonno, ma strordinariamente oggettive. I sogni come ben sappiamo, non seguono uno schema fisso, a differenza delle esperienze di pre morte che hanno sempre una struttura simile, e che a volte trovano riscontri nel mondo reale.

uscita dal corpoLa struttura di tali esperienze, che segna per il resto della vita i protagonisti, talvolta anche i più scettici, è strutturata sostanzialmente in quattro fasi principali ricorrenti: la visione del proprio corpo dall’esterno, solitamente dall’alto, la visione di un tunnel verso la luce, talvolta accompagnata dalla visione di parenti defunti o entità colme di luce, il ricordo della propria vita, la voglia di non far ritorno nel proprio corpo. A questi punti, la quasi totalità dei pazienti afferma di aver visto i propri soccorsi dall’alto, di aver udito entità che gli annunciavano il proprio ritorno sulla Terra e di aver vissuto una sensazione di pace, saggezza e amore. Altri, riferiscono di aver udito cori celestiali e paesaggi fiabeschi, andando a ricostruire quello che noi immaginiamo come l’aldilà.  

ecg_piattoDa oltre 40 anni il dibattito tra teorie scientifiche e metafisiche non trova risposte sperimentali, lasciando ai soggetti la possibilità di farsi una propria idea. Secondo la scienza le credenze religiose possono influenzare, e non poco, gran parte dei ricercatori che si accostano alla teoria soprannaturale. Insieme ai lavori svolti in ambienti controllati e pubblicati su riviste mediche o specialistiche, secondo alcuni medici, la letteratura sulle esperienze ai confini della morte è anche ricca di alcuni sensazionalismi e di resoconti apparentemente sensati ma non scientifici. Attualmente la scienza ufficiale descrive tali fenomeni di natura allucinatoria provocata dallo stato di sofferenza delle cellule cerebrali a causa di carenza di ossigeno e sostanze nutritive. Ciò solleciterebbe particolari aree della corteccia cerebrale con deboli correnti elettriche. Ma allora perchè queste esperienze vengono ricordate in modo dettagliato anche negli anni sucessivi a differenza di quanto accade solitamente in altre situazioni complementari? E perchè in condizioni simili, solo alcuni pazienti vivono tali tipi di esperienze?

Una tra le più famose esperienze di questo tipo è certamente quella occorsa al medico psichiatra e pioniere della psicoanalisi, Carl Gustav Jung, che descrive la propria esperienza di pre morte nel suo testo autobiografico “Ricordi, sogni e riflessioni” pubblicato solo nel 1961. Nel 1944 infatti un incidente, una frattura e un successivo infarto lo avevano portato in coma. In una lettera dello stesso anno scrive: “Quel che viene dopo la morte è qualcosa di uno splendore talmente indicibile, che la nostra immaginazione e la nostra sensibilità non potrebbero concepire nemmeno approssimativamente.” Tante, inoltre, sono le citazioni nella letteratura ai tempi di Platone, Hemingway, tolstoj e Victor Hugo.

Insomma, scienza e fede trovano ancora una volta terreno fertile per dibattere le proprie convinzioni. Un dibattito che dura dalla notte dei tempi e che, con tutta probabilità, non troverà mai risposta. Ognuno di noi, com’è giusto che sia, può farsi la sua idea e optare per una o per l’altra strada. Il fascino di un mondo parallelo al nostro o semplici allucinazioni causate dal nostro cervello?  Ai posteri l’ardua sentenza.