Su Marte con stile: ecco Z2, il primo abito cosmico che metterà piede sul Pianeta rosso

Z2Il suo nome è “Z-2”, ricorda fortemente la tuta indossata da Buzz Lightyear, il celebre personaggio immaginario, protagonista dei film d’animazione della serie “Toy Story” ed è il primo abito cosmico per mettere piede su Marte. La Nasa, per garantire una maggiore libertà di movimento rispetto alle tute correntemente in uso presso la Stazione Spaziale Internazionale, unendo tecnologia e design, ha aperto nuovi orizzonti per l’abbigliamento spaziale, facendo scegliere ai contribuenti americani, tramite una campagna telematica a colpi di “like”, il modello che realizzerà per la sua futura impresa sul Pianeta rosso e gli ingegneri lavoreranno duramente per la creazione del primo prototipo, che sarà testato nell’ autunno 2014.

Z2 1Nell’aprile 2013, l’ente spaziale americano ha annunciato che, a lavorare con esso e con l’Università di Filadelphia, sarebbe stata la società di ingegneria ILC Dover, che ha sviluppato le tute spaziali per il programma Apollo negli anni 60’ e quelle usate nelle missioni su Space Shuttle e ISS (International Space Station). Firmato il contratto di 4,4 milioni di dollari e partito il progetto dal quale uscivano tre soluzioni possibili con un impatto estetico leggermente diverso, pur mantenendo le stesse tecnologie di base, la Nasa ha lasciato che fossero i cittadini-contribuenti americani, via Internet, a scegliere il modello da riprodurre e la “corazza vincitrice”, con il 63,1% dei voti, è risultata il modello “Techonology”, che ha avuto la meglio sui modelli “Trends in Society” e “Biomimicry”.

La tuta marziana pesa 65 kg. (contro gli oltre 96,2 kg della tuta lunare) consentendo sicure e lunghe passeggiate all’insegna di una maggiore “leggerezza” rispetto all’antesignana tuta lunare, ha la parte superiore rigida, è realizzata in strati (quella lunare ne aveva ben 21) per proteggere l’organismo dai grandi sbalzi termici, ma soprattutto dagli impatti meteorici e dalle radiazioni. Per la costruzione, nell’intento di ottimizzare i costi, ci si avvarrà della prodigiosa stampa in 3D; e anche l’estetica risulterà davvero innovativa, con fasce luminose lungo il torace, oblò per proteggere la testa e consentire un’ampia visuale; disegni fosforescenti ripresi nei fianchi e nella parte posteriore. Il vestito sarà inoltre completato da un sistema automatico (Portable Life Support System) per garantire la vita (con ossigeno, acqua e sistemi di controllo), posto sulla schiena, diminuendo così anche  il tempo di preparazione per essere indossata.

Le prove inizieranno a novembre sia nella grande piscina del centro voli umani della Nasa di Houston, dove gli astronauti si addestrano, simulando l’assenza di gravità; che  in una camera che riproduce il vuoto cosmico. La principale novità del nuovo armamentario riguarda la possibilità di muoversi, potendo quindi camminare, piegarsi e raccogliere oggetti da terra in modo agevole. Altra novità di rilievo è relativa alla modalità di indossamento. Se fino ad oggi le tute, costituite da una parte superiore e una inferiore, si indossavano come vestiti, probabilmente, nel prossimo futuro, la tuta sarà costituita da un pezzo unico. La NASA incorpora nella serie Z elementi tipici dello sportswear e delle tecnologie indossabili, accostando il concetto di “moda” alle tute spaziali.