Suggestive nevicate alle porte dell’aridissimo deserto di Atacama, imbiancate le alture della regione di Antofogasta

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Le alture della regione di Antofogasta, nel Cile settentrionale, imbiancate dalla neve
Le alture della regione di Antofogasta, nel Cile settentrionale, imbiancate dalla neve

Mancano pochi giorni agli esordi dell’inverno australe. Ma già in questi giorni le prime ondate di freddo della stagione hanno già cominciato ad interessare il Cile e l’Argentina, portando i primi significativi cali termici del periodo. In questi giorni una suggestiva nevicata ha imbiancato le aride alture della regione di Antofogasta, nel Cile settentrionale, colpendo le aree più vicine al confine con la Bolivia, lungo la fascia andina occidentale. I fiocchi di neve hanno interessato pure la città di Calama, nella regione di Antofogasta, che si trova ad una altitudine prossima ai 2300 metri, a ridosso dell’aridissimo deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi e meno piovosi della Terra. L’evento nevoso, seppur imparagonabile con le spettacolari nevicate verificatesi nella stessa area nel Luglio 2011, quando la neve imbianco con abbondanti depositi al suolo una porzione del deserto di Atacama, seppur a quote piuttosto elevate, rimane piuttosto significativo, poiché investe una zona caratterizzata da un clima molto arido, avaro di precipitazioni. Come tutti sanno il deserto di Atacama, nel nord del Cile, è una delle aree più secche del pianeta visto che ci sono delle località dove fino ad ora, da almeno 400 anni, non sono state mai registrate delle precipitazioni.

10393811_531143653663986_4984535862420537275_nProbabilmente solo il Plateau ghiacciato interno dell’Antartide può ritenersi come il luogo più asciutto del nostro pianeta prima dell’arida regione di Atacama.Il deserto di Atacama è collocato nella parte settentrionale del Cile, tra la regione di Antofagasta e la parte settentrionale della regione di Atacama. L’arido deserto cileno si estende in un ampio altopiano circoscritto tra la dorsale delle Ande centrali (Puna de Atacama), ad est, e la Cordigliera costiera, una catena montuosa che sporge verso la costa pacifica cilena. Questa peculiare orografia, che vede il deserto di Atacama chiuso su entrambi i lati da due imponenti catene montuose che sbarrano qualsiasi tipo di influenza umida marittima, lo rende una dei luoghi più secchi e asciutti del pianeta. Se a questo aggiungiamo l’azione della fredda  corrente di Humboldt, che scorrendo lungo le coste del pacifico cileno e peruviano raffredda l’aria ed inibisce l’umidità rendendo pressoché impossibile la formazione di nuvole e di annesse precipitazioni, allora il gioco è fatto.

10393947_531143640330654_6601093791894276736_nI venti prevalenti da Sud o Sud-ovest trasportano masse d’aria fresche e secche che rendono impossibile lo sviluppo di corpi nuvolosi importanti, capaci di apportare dei piovaschi o locali piogge. Addirittura lungo la regione di Antofagasta sono state collocate delle stazioni che da alcuni decenni non hanno ricevuto nemmeno un accumulo di 0.5 – 1.0 mm di pioggia. Si pensa che in quell’area non si verificano precipitazioni da oltre 400 anni, salvo dei modestissimi accumuli durante gli anni in cui domina il fenomeno atmosferico di “EL-NINO”. La regione a questo riguardo può essere definita unica sul pianeta, il deserto risulta infatti del tutto privo di oasi. In questo caso le nevicate che hanno investito l’area di Atacama e Antofagasta hanno riguardato posti e località site ad oltre i 3000-4000 metri di altezza. La cosa, per cosi dire “inusuale”, è che la neve è riuscita ad imbiancare dei luoghi a soli 2500-2000 metri di quota, con variabili dai pochi cm fino ai 6-7 cm al suolo. La “dama” ha tinto di bianco anche alcuni villaggi sopra i 2500 metri, con dei piccoli accumuli a terra. Bisogna però sottolineare che a tali quote la neve non è per niente cosi rara come si possa pensare.

Si nota la circolazione depressionaria a carattere freddo localizzata a largo delle coste cilene, la stessa che ha convogliato l'aria umida da Ovest verso il deserto di Atacama
Si nota la circolazione depressionaria a carattere freddo localizzata a largo delle coste cilene, la stessa che ha convogliato l’aria umida da Ovest verso il deserto di Atacama

Quasi ogni anno si possono registrare degli eventi nevosi, cosi come è avvenuto durante gli ultimi inverni australi del 2010, 2009, 2008, 2007, 2005, anche se con accumuli non sempre significativi o veramente abbondanti.  Lo sfondamento di masse d’aria molto fredde, sotto sostenuti venti meridionali, che dal Pacifico meridionali sono risaliti fino al Cile settentrionale e al golfo di Arica, bordando il lato orientale del robusto promontorio anticiclonico del Pacifico sud-orientale, ha originato il calo termico che ha poi permesso l’avvento dei fenomeni nevosi sulle alture sopra il deserto. Inoltre la presenza di una modesta goccia fredda in quota evoluta successivamente in “CUT-OFF” nella media troposfera, nel tratto di oceano poco a largo delle coste del Cile centro-settentrionale, ha incentivato le precipitazioni riuscendo a renderle piuttosto persistenti. La circolazione ciclonica chiusa in quota, centrandosi a largo delle coste cilene centro-settentrionali, avrebbe al contempo convogliato dell’aria piuttosto umida dall’oceano Pacifico, tramite dei venti da Ovest e da O-NO, verso l’arida regione di Atacama e Antofagasta, riuscendo a superare l’ostacolo orografico offerto dai monti della Cordigliera costiera. I venti da Ovest e O-NO hanno poi superato le creste andine per riversarsi con venti di caduta sugli altopiani della Bolivia meridionale, sotto forma di correnti secche favoniche, povere di umidità (in diverse città boliviana l’umidità relativa è scesa sotto il 20-30 %). L’elevata umidità penetrata ha favorito le abbondanti nevicate di questi giorni che si sono concentrate sovente sulle zone montuose, sopra i 2000 metri di quota.

8704_253751294815487_959944780036516624_nLa cosa particolare di questo evento è che di solito a queste quote gli impulsi di umidità di una certa importanza sfondano da est, provenendo alle volte dal settore dell’Amazzonia sud-orientale, come accade durante le imbiancate sugli altopiani della Bolivia. Stavolta invece la fonte di umidità è giunta da ovest, dall’oceano Pacifico. Scendendo alle quote più basse, sul deserto di Atacama, notiamo un quadro termico poco idoneo alla neve, con temperature minime sui +14°C +15°C e massime che possono toccare i +23°C +24°C.