Una nuova teoria ha spiegato, per la prima volta, come si formano i “baffi” di metallo, quelle piccolissime formazioni metalliche piu’ sottili di un capello che si formano all’interno dell’elettronica dei sensori e che rischiano di mandare in tilt apparecchi sofisticati e costosi come i satelliti. La nuova teoria e’ stata formulata da Victor Karpov, un fisico russo che lavora presso l’Universita’ di Toledo, in Ohio, e che ha pubblicato le sue congetture sulla rivista Physical Review Applied. Secondo lo scienziato, le imperfezioni sulla superficie del metallo possono formare “pezzettini” in rilevo che hanno una carica elettrica positiva e negativa. Le cariche simili si respingono tra loro, producendo uno stress esterno al metallo. Quando il materiale e’ abbastanza debole, possono allora crescere dei “baffi” metallici, con un ritmo fino a un centimetro all’anno. Karpov, inoltre, suggerisce che il trattamento delle superfici metalliche con elettroliti, che contengono cariche libere in movimento, potrebbe neutralizzare queste cariche che inducono stress, ostacolando la crescita dei “baffi”.
Tecnologia: i “baffi” che rovinano i satelliti


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