Tecnologia: sviluppato un nuovo microchip per l’analisi delle singole cellule

ricerca medicaOrdinare e archiviare centinaia di migliaia di cellule viventi in pochi minuti grazie a un dispositivo simile a un chip di memoria ad accesso casuale. Il sistema che muove le cellule al posto degli elettroni e’ stato sviluppato da un team di ricercatori della Duke University (Usa) e del coreano Daegu Gyeongbuk Institute of Science and Technology (DGIST). Il dispositivo di “smistamento” cellulare potrebbe rivoluzionare la ricerca, consentendo rapidi ed efficienti controlli e separazioni di singole cellule che potrebbero successivamente essere studiate in grandi numeri. “La maggior parte degli esperimenti lavora solo su un po’ di cellule e analizza l’attivita’ genetica facendo la media della popolazione di un intero tessuto piuttosto che osservando le differenze tra singole cellule”, ha spiegato Benjamin Yellen, tra gli autori della ricerca pubblicata sulla rivista Nature Communications. “E’ come rilevare il colore degli occhi di un gruppo di persone in una stanza – ha proseguito – e calcolare che il colore medio e’ il grigio quando nessuno possiede occhi grigi. Abbiamo bisogno di analizzare le cellule individuali per capire e apprezzare piccole ma significative differenze all’interno delle popolazioni”. I ricercatori hanno stampato sottili componenti elettromagnetici come quelli che si trovano sui microchip. Modelli che creano tracce magnetiche ed elementi come interruttori, transistor e diodi che guidano sfere magnetiche e singole cellule taggate con nanoparticelle magnetiche attraverso una pellicola liquida. Come una serie di piccoli nastri trasportatori, i campi magnetici rotanti localizzati muovono le sfere e le cellule lungo direzioni specifiche incise nelle tracce mentre gli interruttori dirigono il “traffico” ai siti di stoccaggio sul chip. Il risultato e’ un circuito integrato che controlla piccoli oggetti magnetici in modo molto simile a come si controllano gli elettroni sui chip dei computer. Taggando le cellule con particelle magnetiche e orientandole verso differenti compartimenti, e’ possibile separarle, ordinarle, studiarle, archiviarle e recuperarle. La tecnologia potrebbe offrire nuovi strumenti per migliorare la comprensione di base delle metastasi del cancro a livello di singole cellule.