Terremoti: dai “foreshock” importanti dettagli per prevederli

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schematicE’ possibile prevedere i grandi terremoti? La risposta generalmente e’ no ma un nuovo approfondimento pubblicato da Emily E. Brodsky e Thorne Lay dell’Universita’ della California sulla rivista Science sostiene che alcuni eventi sismici minori – i cosiddetti foreshock che avvengono prima dei terremoti devastanti – potrebbero fornire dettagli utili a prevedere l’arrivo dei sismi grandi. Da lungo tempo i sismologi ritengono i “foreshock” i migliori fattori predittivi dell’attivita’ sismica. Circa il cinquanta per cento dei grandi terremoti e’ preceduto da questi eventi sismici di minore entita’. La ricerca ha rilevato una serie di piccoli terremoti che si sono verificati ventitre’ giorni prima del terremoto del Tohoku in Giappone. Le misurazioni da strumenti geodetici al fondo dell’oceano hanno rivelato che questi foreshock hanno causato uno scivolamento della faglia del Tohoku. Recenti studi hanno analizzato sequenze simili, rilevate mesi prima di altri importanti eventi sismici. Dati che farebbero sembrare possibile il poter prevedere l’arrivo di un catastrofico sisma di forte entita’. Ma, avverte la ricerca californiana, e’ difficile attualmente distinguere una elevata attivita’ sismica prima di una scossa principale da sciami sismici che non costituiscono un allarme per un forte terremoto. A fare da ulteriore ostacolo, la carenza delle misurazioni dello slittamento delle faglie sui pavimenti oceanici che, inoltre, dovrebbero essere fornite in tempo reale e non dopo l’evento, come e’ stato nel caso del terremoto del Tohoku. In conclusione, sostengono gli autori, se i terremoti sono prevedibili e’ una questione che richiede piu’ approfondimento ma in ogni caso se si faranno maggiori investimenti nelle strumentazioni di misurazione, combinando dati sismici e geodetici, si potrebbero mettere gli scienziati sulla strada giusta.