Terremoto 6.9 in Grecia: epicentro nella zona a più alto rischio del Mediterraneo, scuotimento avvertito in tutta l’Europa sud-orientale

MeteoWeb
L'epicentro della forte scossa che stamane ha interessato il mar Egeo
L’epicentro della forte scossa che stamane ha interessato il mar Egeo

La forte scossa di terremoto, di magnitudo 6.9 Richter, che nella prima mattinata di oggi si è registrata nella parte settentrionale del mar Egeo, nel tratto antistante le coste turche occidentali, ha prodotto un grande scuotimento che si è avvertito in tutta la Turchia occidentale, la Grecia orientale e il sud della Bulgaria, oltre che nelle principali isole dell’Egeo. Visto l’elevata magnitudo la scossa si è avvertita in maniera intensa in molte città e località della Bulgaria meridionale, cosi come nelle principali città della Grecia, incluse Atene e Salonicco, e nella Turchia occidentale, specie ad Istanbul. A Salonicco gli edifici hanno tremato per diversi secondi, con vistose oscillazioni ai piani più alti. Non sono mancati neppure i danni, soprattutto nelle isole più vicine all’epicentro del forte sisma. La scossa ha colpito per bene pure la capitale bulgara Sofia, mentre un leggero tremolio è stato avvertito anche a Bucarest, capitale della Romania. Nell’isola turca di Imbro, prossima all’epicentro, il forte scuotimento del terreno ha danneggiato diverse abitazioni in muratura, provocando circa una trentina di feriti lievi. Alcune di queste case, molto antiche, sarebbero rimaste seriamente lesionate, presentando significativi danni strutturali.

IntensityMapLa stessa sorte è toccata all’isola greca di Lemno, anch’essa prossima all’epicentro della potente scossa. Proprio a Lemno è crollata una parte del soffitto nell’aeroporto. Durante il crollo una turista britannica è rimasta lievemente ferita. Ma nonostante qualche danno e la caduta di intonaci e cornicioni dagli edifici più vecchi, nell’isola greca non sono stati registrati feriti gravi o vittime. In totale, dai report confermati dalle autorità di Turchia, Grecia e Bulgaria (i paesi maggiormente interessati dall’evento tellurico) possiamo confermare che in totale il sisma di questa mattina, che ha colpito la parte settentrionale dell’Egeo, ha causato circa 267 feriti, di cui solo uno di questi grave. Secondo quanto riporta l’agenzia d’informazione “Anadolu”, dopo quella più forte almeno altre 20 scosse di assestamento, la più forte delle quali di magnitudo 5.3 Richter, si sono registrate nel corso delle ultime ore. Il ministro dell’Interno turco, Efkan Ala, ha dichiarato che il suo dicastero non ha ricevuto per ora segnalazioni di vittime di quello che, comunque, e’ stato il sisma più forte registrato in Turchia negli ultimi anni. L’epicentro del terremoto e’ stato localizzato a 25 chilometri di profondità sotto il fondale marino del mar Egeo, a circa 40 chilometri al largo dell’isola di Gokceada.

terremoto egeoLa scossa e’ stata avvertita distintamente in Grecia, dove quattro persone sono rimaste ferite, e in Bulgaria, dove sono in corso verifiche da parte delle autorità competenti per accertare eventuali danni o feriti. L’area dove si è localizzato il forte terremoto, di magnitudo 6.9 Richter, è una delle più instabili del Mediterraneo dal punto di vista tettonico. Già in passato è stata sede di altri forti terremoti, di magnitudo compresa fra i 6.5 e i 7.0 Richter, con meccanismi focali pressoché identici a quello odierno. Del resto bisogna ricordare che il mar Egeo, assieme alle coste greche e a quelle della Turchia occidentale, sono le zone simicamente più attive e pericolose di tutto il bacino del Mediterraneo. Proprio in quest’area, fra Grecia e Turchia, nel recente passato si è avuto il numero più elevato di eventi sismici con magnitudo > i 6.0 Richter. La tettonica prevalentemente distensiva e trascorrente dell’Egeo settentrionale e centrale è dominata dallo spostamento verso ovest della Turchia e dallo spostamento verso sud-ovest dell’Arco Ellenico, un arco piccolo ma molto arcuato che separa il Mediterraneo meridionale profondo circa 3000 metri dal Mar Egeo, entrambi annessi alla placca euroasiatica (McKenzie, 1972, 1978; Jackson e McKenzie, 1981; Le Pichon e Angelier, 1979).

Gokceada 6Il primo si propaga soprattutto lungo la faglia Nord Anatolica e la faglia Est Anatolica. Il secondo genera una tettonica prevalentemente distensiva nell’Egeo settentrionale e centrale a causa del fenomeno di “roll-back” legato al processo della “subduzione” che si ha nell’Egeo meridionale (McKenzie, 1978; Le Pichon, 1982). Recenti studi hanno potuto appurare come la temibile faglia Nord Anatolica, responsabile dei terremoti distruttivi che ciclicamente colpiscono la Turchia, si espande fino all’Egeo settentrionale e centrale e nel mar di Marmara, tramite una serie di faglie miste, distensive e trascorrenti, la cui direzione è inizialmente EstàOvest per poi variare fino a E-NE ad occidente (McKenzie, 1978; Dewey e Sengör, 1979; Taymaz et al., 1991).

europeaAlcune di queste faglie attive, immergendosi sotto il mar di Marmara, passano proprio attorno la città di Istanbul, che con i suoi 15 milioni di abitanti è una delle città più popolate della Terra. Alcuni sismologhi temono che il prossimo forte terremoto atteso sul tetto della faglia Nord Anatolica possa verificarsi proprio sul mar di Marmara, con un epicentro a soli 20 Km a sud dell’area metropolitana di Istanbul, coinvolgendo direttamente milioni di persone. Eppure le autorità turche negli ultimi anni, consapevoli del rischio, hanno cominciato ad investire in termini di prevenzione, provvedendo alla costruzione di edifici antisismici (con l’utilizzo del cemento armato e dell’acciaio) nelle aree indicate a massimo rischio. Dei passi in avanti notevoli sono stati fatti, per quel che concerne la prevenzione al rischio sismico, un po’ in tutta la Turchia,  all’indomani del tragico terremoto (7.4 Richter) che il 17 Agosto 1999 distrusse la città di Izmit, mietendo migliaia di vittime. Ma la strada da percorrere è ancora molto lunga.