Tumori delle ovaie: killer silenzioso, più informazione per combatterlo

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TUMORE VAGINA - CopiaOgni anno ne colpisce 250mila e ne uccide 140.000: e’ il tumore delle ovaie, killer silenzioso di cui si parla troppo poco e di cui si sa ancora meno, ma che colpisce ugualmente in Paesi sviluppati e Nazioni emergenti e registra un tasso di sopravvivenza del 45% contro l’89% del tumore al seno. Per far conoscere questa malattia 57 associazioni pazienti di 23 Paesi si sono unite per creare una rete internazionale che oggi, Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico, hanno diffuso informazioni a tutte le donne con un meccanismo molto semplice: chi si registrera’ al sito www.ovariancancerday.org ricevera’ una e-card con informazioni sulla malattia insieme all’invito a spedirla ad altre 5 persone. In Italia un’indagine promossa da Acto onlus-Alleanza contro il tumore ovarico ha rilevato che 8 donne su 10 non conoscono questa patologia, l’87% non ne ha mai parlato col proprio medico e una su tre lo confonde col tumore dell’utero. Per questo Acto onlus ha anche avviato una campagna di informazione sul sito www.actoonlus.it, sulla propria pagina Facebook e attraverso i propri account twitter con hashtag #wocd, #guidaaltumoreovarico e #ilsilenzionone’doro, dal titolo di una guida che proprio oggi ha presentato in un incontro all’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo). ”Con la chemioterapia – dice Nicoletta Colombo, Direttore della Ginecologia Oncologica allo Ieo – siamo arrivati al capolinea dei risultati possibili. Oggi la nuova frontiera e’ rappresentata dalle terapie a bersaglio molecolare. E’ stato dimostrato che l’aggiunta di farmaci antiangiogenici alla chemioterapia puo’ prolungare il tempo di progressione della malattia. Ma sta emergendo nuova classe di agenti terapeutici denominata Parp inibitori. Il Parp – spiega – e’ un enzima coinvolto in vari processi cellulari la cui attivazione sta alla base del fenomeno di resistenza dei tumori alla chemioterapia. I farmaci Parp inibitori attenuano tale resistenza e ripristinano la sensibilita’ dei tumori alla chemioterapia. Inoltre, a differenza dei farmaci antiangiogenetici, per Parp inibitori – conclude Colombo – esiste un marcatore predittivo di risposta che consente di selezionare le pazienti che potranno beneficiare maggiormente di questa terapia”.