Venezia, Mose: conclusa la posa dei cassoni per la barriera alla bocca di porto di Lido

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mose_civile_735x550In perfetto allineamento con il cronoprogramma previsto, arriva oggi nel canale di San Nicolo’ l’ultimo cassone per la barriera alla bocca di porto di Lido. Intorno alle 20.30, in raccordo al passaggio dell’ultima nave in uscita, il cassone ”di spalla” movimentato da ieri è stato connesso alle ancore e affondato nello scavo predisposto. Questo e’ il cassone che va a chiudere la barriera di Lido Sud. Le misure della struttura in cemento armato sono imponenti: e’ alto 25 metri, per una superficie di 60,2 metri per 20 metri (quasi come tre campi da basket). Il peso del cassone e’ di poco piu’ di 13mila tonnellate. L’operazione e’ eseguita in fase lunare di ”quadratura”; ovvero di minima escursione di marea e di condizioni meteo ottimali. L’affondamento, infatti, avviene nel periodo di inversione della marea, quando la corrente e’ quasi nulla. Il cassone cala alla velocita’ di 40 centimetri al minuto e raggiunge il fondo marino dopo una discesa di circa un’ora. Il movimento viene controllato con tolleranze inferiori al centimetro. A quel punto, a circa 24 metri di profondita’, gli operatori affiancano e giuntano la struttura agli altri cassoni. La barriera per l’alloggiamento delle paratoie e’ conclusa. Termina cosi’ tutta la fase di installazione dei 9 cassoni (7 di alloggiamento e 2 laterali, di ”spalla”) previsti per la barriera lidense. Tutti i cassoni sono stati realizzati nel cantiere provvisorio allestito a Santa Maria del Mare, sulla sponda sud della bocca di porto di Malamocco, dalla Grandi Lavori Fincosit (GLF), l’impresa del Consorzio Venezia Nuova che ha costruito qui, per conto del Magistrato alle Acque di Venezia, 18 cassoni; 9 per Lido Sud e 9 per Malamocco. Ieri il cassone e’ stato movimentato dal piazzale di costruzione di Malamocco, al syncrolift che lo ha affondato in mare. Considerato il peso e il volume delle strutture, lo spostamento ha richiesto l’allestimento di un sistema speciale di rotaie e di carrelli oleodinamici di acciaio (messo a punto dalla Tts Handling Systems, Norvegia), che consente di muovere ogni cassone come se fosse un vagone ferroviario. Nelle prossime settimane, sara’ possibile rimuovere le porte stagne dell’intera barriera sommersa e rendere percorribile la doppia galleria di impianti, dove sono predisposti i sistemi elettromeccanici, i sistemi di comunicazione e quelli di controllo per far funzionare le paratoie. Galleria che collega le sponde opposte della bocca di porto di Lido alla Novissima; l’isola costruita per permettere la realizzazione delle due schiere.