Siamo in Patagonia, tra la regione dei grandi laghi, quella dei fiordi e le punte estreme della cordigliera delle Ande, dove i picchi granitici del Cerro Fotz Roy e del Cerro Paine incrociano il confine tra Cile e Argentina, all’estremo sud del mondo abitato. Si trova qui, in uno scenario da sogno, il secondo lago più grande del Sudamerica, dopo il Titicaca, quello che i Tehuelches, i nomadi che hanno abitato queste terre per secoli, chiamavano Chelenko.
Il lago, profondo massimo 586 metri, di origine glaciale, con splendide acque cristalline, rese ancora più fiabesche dal blu cobalto del cielo, data la sua superficie di 1850 km quadrati, è condiviso da due stati: 880 km quadrati sono in Argentina, in provincia di Santa Cruz, dove è conosciuto come lago Buenos Aires; 100 km quadrati sono in Cile, dove è chiamato come lago General Carrera. ll “lago dalla luce magica”, così definito dalla fotografa americana Linde Waidhofer, che l’ha raccontato per immagini nel libro “Unknow Patagonia”, varia continuamente i suoi colori, influenzato dalla luce e dal livello dell’acqua. All’inizio della primavera, l’acqua è al suo punto più basso poiché i ghiacciai circostanti non hanno ancora iniziato a sciogliersi ed il lago acquista un colore acquamarina molto chiaro, che diventa di un blu intenso a fine anno, dopo lo scioglimento dei ghiacciai, quando il livello dell’acqua si alza di oltre un metro.
Secondo i geologi, però, le sue nuance mozzafiato, dall’azzurro al verde, sono dovute anche al limo glaciale, ossia al deposito argilloso-sabbioso a grana finissima che conferisce all’acqua tonalità “ultraterrene”. Solcando le sue acque con piccole imbarcazioni, ci si può avvicinare alla Catedral de Mármol, l’isolotto che, con la sua forma maestosa e imponente, si erge solitario, catturando l’attenzione di milioni di turisti provenienti da tutto il mondo. I più impavidi e curiosi, addentrandosi tra gli anfratti marmorei della Catedral, potranno ammirare l’incredibile azione erosiva prodotta, per migliaia di anni, dal vento e dagli urti dell’acqua contro la roccia minerale, che ha dato vita alla Capilla de Mármol (la Cappella) e alla Cueva de Mármol (la grotta). Acque cristalline, labirinti di grotte formati dal più grande deposito marmoreo al mondo; cunicoli di mille colori che, specchiandosi nelle acque del Lago General Carrera, danno vita a incredibili riflessi e sfumature di colori. Raggiungere il lago è possibile sia dall’Argentina, tramite la Ruta 40, sia dal Cile, mediante la Carretera Austral. Il lago e Catedral de Mármol sono un esempio unico della precisione di Madre Natura, capace di dar vita alle geometrie più disparate nella sua “complessa” semplicità.








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