Allerta mari e venti: fra domani e martedì il Canale di Sicilia e il basso Ionio diverranno agitati, a rischio l’operazione “Mare Nostrum”

La “depressione orografica” che in queste ore si sta sviluppando sull’entroterra algerino, sottovento alla catena montuosa dell’Atlante Telliano, fra domani e martedì, approfondendosi ulteriormente ed evolvendo verso la Tunisia ed il basso Canale di Sicilia, rischia di produrre significative mareggiate che si abbatteranno su tutta la costa tunisina, oltre che sui litorali esposti a levante delle isole Pelagie. Difatti già da domani, con lo spostamento del profondo minimo barico in direzione della Tunisia, l’inasprimento del “gradiente barico orizzontale”  fra l’entroterra desertico algerino e i mari che circondano le nostre isole maggiori, agevolerà l’attivazione di una sostenuta, a tratti intensa, ventilazione da Est ed E-NE che dal basso Ionio e dal mar Libico si espanderò, molto rapidamente, al Canale di Sicilia, con venti che tenderanno ad assumere carattere di burrasca, forza 7 Beaufort, nel tratto compreso fra l’isola di Malta e il golfo di Gabes. Questi intensi venti da Est ed E-NE, spirando in maniera molto sostenuta, determineranno un rapido incremento del moto ondoso a partire dal Canale di Sicilia, basso Ionio e settore più occidentale del mar Libico, che da mossi diverranno molto mossi, fino ad agitati a largo nel corso della nottata di domani. In particolare proprio il Canale di Sicilia che nel corso della mattinata di martedì 3 Giugno si renderà agitato, con la genesi di un imponente moto ondoso, con onde di “mare vivo” capaci di raggiungere i 3.0-3.5 metri di altezza, soprattutto nel tratto compreso fra Malta e l’area del golfo di Gabes.

Queste ondate, sollevate dagli intensi venti orientali, si spingeranno verso le coste della Tunisia, generando su queste significative mareggiate che potranno arrecare persino dei danni nei tratti interessati dal fenomeno dell’erosione costiera. Ma il moto ondoso piuttosto significativo, con marosi alti più di 3.0 metri, rischia di provocare una interruzione dell’operazione “Mare Nostrum”, che vede la nostra Marina Militare impegnata costantemente (giorno e notte) nel Canale di Sicilia per un azione di controllo e assistenza dei flussi migratori che attraversano il Mediterraneo. Le pessime condizioni meteo/marine dovrebbero arrestare, temporaneamente, il flusso migratorio che dalla costa libica si spinge verso le nostre acque territoriali. Anche se spesso, i trafficanti di uomini libici ed egiziani che organizzano le traversate (nell’indifferenza totale delle locali autorità di polizia), pur consapevoli dei rischi, senza alcuno scrupolo sono capaci di lasciare alla deriva, in mezzo alla tempesta, barconi (più che altro rottami) con centinaia di persone a bordo.