La “depressione orografica” che nelle scorse ore si è originata sul versante sottovento della catena montuosa dell’Atlante algerino, a seguito dell’impatto del flusso sud-orientale (partito dall’entroterra desertico libico) sul versante meridionale dell’Atlante, approfondendosi ulteriormente tenderà a spostarsi verso la Tunisia ed il basso Canale di Sicilia, attivando sostenuti venti dai quadranti orientali che dal pomeriggio odierno cominceranno a spazzare tutta la costa tunisina, il Canale di Sicilia ed il basso Ionio. Difatti già dalla mattinata odierna, con lo spostamento del profondo minimo barico e dell’associato sistema frontale nei bassi strati in direzione della Tunisia, l’inasprimento del “gradiente barico orizzontale” fra l’entroterra desertico algerino e i mari che circondano le nostre isole maggiori, agevolerà l’attivazione di una sostenuta, a tratti intensa, ventilazione da Est ed E-NE che dal basso Ionio e dal mar Libico si espanderà, molto rapidamente, al Canale di Sicilia e alle coste della Tunisia, con venti molto sostenuti che nel corso della serata successiva s’intensificheranno ulteriormente, assumendo carattere di burrasca, forza 7 Beaufort, nel tratto compreso fra l’isola di Malta, le isole Pelagie (Lampedusa e Linosa) e il golfo di Gabes. I venti da E-NE, a tratti intensi, nel corso della serata, estendendosi a tutto il Canale di Sicilia, creando un buon “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento), investiranno pure le coste meridionali della Sicilia, con raffiche che potranno toccare picchi di oltre 50-55 km/h lungo gli esposti litorali del siracusano e ragusano, e 60 km/h nell’area di Capo Passero, particolarmente aperta ai venti provenienti dal primo e secondo quadrante.
Questa ventilazione piuttosto vivace rimarrà attiva sulle coste del siracusano, ragusano e agrigentino fino alla tarda mattinata di domani, prima di una successiva traslazione della “depressione orografica” fra il basso Ionio e il mar Libico, con conseguente allentamento del “gradiente barico orizzontale” fra coste libiche e le nostre regioni meridionali. Sul resto della Sicilia, come sulla bassa Calabria ionica (reggino ionico), la ventilazione si disporrà prevalentemente da E-NE e NE, soffiando in maniera moderata, a tratti anche tesa tra catanese, palermitano, trapanese e agrigentino, ma rimanendo sempre al di sotto della soglia d’attenzione, con raffiche che solo occasionalmente toccheranno punte di oltre 45 km/h. Ma l’intensificazione del “gradiente barico orizzontale” indotto dallo stesso processo ciclogenetico algerino determinerà un sensibile rinforzo della ventilazione occidentale, in genere con venti piuttosto sostenuti da O-SO e Ovest (raffiche fino a 50-60 km/h), sul bordo meridionale della giovane area depressionaria, che spazzeranno l’intero entroterra desertico algerino, specie la regione dei grandi Erg occidentali (dove sono presenti le grandi dune di sabbia del Sahara), causando delle estese tempeste di sabbia, meglio note con il termine di “Haboob”, pronte ad estendersi fino alla regione libica della Tripolitania.
Gli intensi venti da Est ed E-NE, in successiva rotazione da NE, spirando in maniera molto sostenuta fra la serata odierna e la prima mattinata di domani, determineranno un rapido incremento del moto ondoso a partire dal Canale di Sicilia, basso Ionio e settore più occidentale del mar Libico, che da mossi diverranno molto mossi, fino ad agitati a largo nel corso della nottata di domani. In particolare proprio il Canale di Sicilia che nel corso della mattinata di martedì 3 Giugno si renderà agitato, con la genesi di un imponente moto ondoso, con onde di “mare vivo” capaci di raggiungere i 3.0-3.5 metri di altezza, e “Run-Up” sui 4.0 metri, soprattutto nel tratto compreso fra Malta e l’area del golfo di Gabes. Queste ondate, sollevate dagli intensi venti orientali, si spingeranno verso le coste della Tunisia centrale, generando su queste significative mareggiate che potranno arrecare persino dei danni nei tratti interessati dal fenomeno dell’erosione costiera. Le ondate, alte anche più di 3.0 metri, smuoveranno per bene i bassi fondali sabbiosi che caratterizzano la costa tunisina, colorando di giallo e marrone le limpide acque antistanti il paese nord-africano. Ma importanti risacche e mareggiate di debole intensità, nel corso della mattinata di domani, flagelleranno anche le coste della Sicilia orientale, specialmente i litorali del basso messinese ionico, catanese fino alla zona di Capo Passero, dove sopraggiungeranno onde lunghe molto ben formate dal basso Ionio, con direzione media di provenienza da E-NE, alte anche sui 2.5-3.0 metri, che si abbatteranno con grande impeto su questi tratti di costa.
In particolare, nel tratto fra il golfo di Augusta e Capo Passero, le onde lunghe sollevate dai sostenuti venti orientali attivi sul basso Ionio, lungo il bordo settentrionale della circolazione depressionaria in fase di traslazione verso levante, potranno arrecare non pochi disagi e danni, accelerando notevolmente il fenomeno dell’erosione costiera. Ma il moto ondoso piuttosto significativo, con marosi alti più di 3.0 metri, rischia di provocare una interruzione dell’operazione “Mare Nostrum”, che vede la nostra Marina Militare impegnata costantemente (giorno e notte) nel Canale di Sicilia per un azione di controllo e assistenza dei flussi migratori che attraversano il Mediterraneo. Le pessime condizioni meteo/marine dovrebbero arrestare, temporaneamente, il flusso migratorio che dalla costa libica si spinge verso le nostre acque territoriali. I venti e il moto ondoso si placheranno a partire dal tardo pomeriggio di domani, allorquando la depressione si sarà allontanata sul basso Ionio, imprimendo una rapida rotazione dei venti da NE a N-NE e Nord, fino a N-NO sul basso Tirreno e NO sul Canale di Sicilia. Girando dai quadranti settentrionali i venti andranno ad attenuarsi in modo significativo, rimanendo ancora piuttosto sostenuti solo sullo Ionio a largo, nel tratto antistante le coste della Sicilia sud-orientale, dove persisterà una intensa ventilazione da NE e N-NE che si indebolirà rapidamente dalla successiva nottata.
I mari invece rimarranno ancora da molto mossi ad agitati, con una progressiva scaduta del moto ondoso, tramite una onda molto lunga da E-NE sullo Ionio, che proseguirà per l’intera giornata di mercoledì, causando sostenute risacche sulle coste della Sicilia orientale, dove il processo dell’erosione costiera rischia di mangiarsi altri tratti di spiagge. Di certo non si tratterà di una buona notizia, in vista dell’inizio imminente della stagione balneare. In alcune località della Sicilia orientale, fra messinese e siracusano, le spiagge potrebbero subire drastiche riduzioni.


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