Nuovi scavi archeologici nel nord-ovest dell’Australia hanno portato alla luce segni di un’occupazione umana che secondo la datazione al carbonio risalirebbe a oltre 45 mila anni fa, la piu’ antica finora conosciuta nel continente. La scoperta di manufatti, ossa di animali e carbone nella grotta di Ganga Maya, nella regione di Pilbara, e’ oggetto di una relazione scientifica in via di pubblicazione. Il ritrovamento e’ particolarmente significativo perche’ si crede che la caverna sia stata occupata in continuazione durante l’era glaciale, fra 18 e 22 mila anni fa, e poi fino a circa 1700 anni fa, ha detto al Sydney Morning Herald la direttrice di archeologia di Big Island Research, Kate Morse. La piena importanza del sito resta tuttavia ancora da valutare, dato che finora e’ stata scavata solo un’area di un metro quadrato, profonda 139 centimetri. “Crediamo che sia un’area raggiunta da esseri umani quando hanno cominciato a esplorare l’Australia”, ha detto Morse. “Provenivano dal sudest dell’Asia attraverso il mare e una volta raggiunto il continente si sono addentrati seguendo il sistema fluviale all’interno”. Sono stati trovati manufatti di pietra, ossa animali e carbonella. Le ossa vengono analizzate per vedere se sono resti di cibo o di animali morti nella grotta. Vi e’ tuttavia del materiale che e’ stato bruciato, il che suggerisce che possa essere stato usato come cibo, secondo Morse. La sequenza archeologica, nell’area di Pilbara e’ di grande importanza, perche’ molto siti sono stati occupati a piu’ riprese, e la grotta di Ganga Maya e’ stata occupata ripetutamente, anche durante l’era glaciale, aggiunge l’archeologa.
Archeologia: scoperto in Australia il più antico insediamento umano


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