Aviaria: il virus favorito da specie di uccelli di differenti longevità

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cina aviariaPratiche agricole che portano gli uccelli che vivono di meno, come le anatre domestiche, in stretto contatto con uccelli selvatici piu’ longevi potrebbe contribuire a epidemie di ceppi altamente patogeni. Sono queste le conclusioni a cui e’ giunto uno studio, pubblicato sulla rivista Pnas. Gli scienziati hanno inoltre scoperto che virus altamente patogeni dell’influenza aviaria incontrano difficolta’ ad emergere piu’ per i sistemi immunitari delle popolazioni di uccelli che agiscono sui ceppi correlati che per le capacita’ e i virus di acquisire le necessarie mutazioni. I virus altamente patogeni dell’influenza aviaria provocano perdite economiche per l’industria del pollame e pongono minacce di pandemia umana, ma la maggior parte degli studi che hanno valutato il rischio di pandemia si sono concentrati sul ruolo delle mutazioni virali piuttosto che sui fattori ecologici. Sunetra Gupta e colleghi dell’Universita’ di Oxford hanno sviluppato un modello per studiare l’evoluzione dei virus influenzali negli uccelli selvatici e domestici con varie durate di vita. Il modello utilizza i dati di uno studio su larga scala circa la prevalenza di diversi virus influenzali in uccelli europei e si concentra sulla competizione tra ceppi altamente patogeni e meno patogeni. I risultati suggeriscono che i ceppi altamente patogeni emergono con maggiore regolarita’ nelle specie che vivono di meno rispetto a quelle longeve a causa dei maggiori tassi di rinnovamento della popolazione. Un maggiore contatto tra specie con differente longevita’ puo’ favorire la comparsa di ceppi virulenti che sono stati precedentemente soppressi.