Nei giorni scorsi una intensa ondata di maltempo, dalle caratteristiche invernali, ha sferzato le coste meridionali australiane, in particolare quello dello stato di Victoria, dove si sono verificati intensi rovesci di pioggia, accompagnati da venti molto forti, da O-SO e SO, che hanno spirato con raffiche fino a 100 km/h. Oltre a piogge e forti venti, questa ondata di maltempo ha riportato pure la prima neve della stagione invernale, fino a quote relativamente basse, fra l’isola di Tasmania e le Alpi Australiane, con accumuli di oltre 40-50 cm di neve fresca sopra i 1500 metri di altezza. L’intensa fase di cattivo tempo che ha colpito il sud dell’Oceania è stata originata dal transito di una profonda depressione extratropicale poco a sud delle coste dell’Australia meridionale. La profonda circolazione ciclonica, che ha raggiunto un minimo barico al suolo sotto i 990 hpa, scorrendo a sud della Tsmania, con un lungo ricciolo ha pilotato grosse bande nuvolose, cariche di precipitazioni, che si sono spinte verso le coste sud-orientali australiane.
Il fronte freddo, associato alla profonda depressione extratropicale, nel corso della giornata di martedì 24 Giugno ha raggiunto lo Stretto di Bass e le coste dell’Australia sud-orientale, facendo affluire su di essa masse d’aria molto fredde e umide, d’estrazione polare marittima, provenienti dalle latitudini sub-polari dell’oceano Indiano meridionale. Queste masse d’aria molto fredde e umide, oltre far crollare le temperature, hanno dato luogo a forti burrasche, da O-SO e SO, che hanno fatto registrare picchi prossimi ai 90-100 km/h. Questa differenza di pressione ha rinforzato la ventilazione sud-occidentale che ha dispensato la forte ondata di maltempo nell’Australia sud-orientale. Difatti, l’area ciclonica, approfondendosi, ha attivato intensi venti burrascosi da O-SO che hanno spazzato con forza le coste australiane sud-orientali e lo Stretto di Bass, dove le forti correnti occidentali hanno determinato possenti mareggiate, con onde alte e ben formate.
Al contempo, la presenza di un promontorio anticiclonico, centrato con i propri massimi barici davanti la gran baia Australiana, ha acuito ulteriormente il “gradiente barico orizzontale” tra il sud dell’Australia e il mar di Tasman. Questa notevole compressione del “gradiente barico orizzontale” ha ulteriormente rafforzato i venti da O-SO e SO, determinando vere e proprie tempeste che hanno interessato da vicino l’area di Melbourne, dove martedì 24 Giugno è stata registrata una massima raffica, da O-SO, di ben 103.7 km/h. Ma raffiche, con picchi fino a 100-110 km/h, si sono archiviate anche lungo le esposte coste della Tasmania occidentale, particolarmente esposte alle tempeste da SO e O-SO, che provengono dall’oceano Indiano meridionale. I venti molto forti, danneggiando le linee elettriche in più punti, hanno provocato dei black out, lasciando al buio almeno 80.000 persone. L’impulso di aria fredda e molto umida, in risalita dall’oceano Indiano meridionale, ha prodotto anche spettacolari nevicate sulle cime delle Alpi Australiane, dove la caduta della prima neve di stagione ha anche favorito l’apertura dei principali impianti sciistici dell’Australia meridionale, per la gioia dei tanti appassionati di sport invernali. In alcune località montuose, come Perisher, il manto bianco depositato ha superato persino i 50 cm.
Questi accumuli abbondanti sono stati generati dai forti rovesci di neve che hanno fatto seguito al transito del fronte freddo marittimo. Il “forcing” orografico, indotto dagli stessi rilievi dell’Australia meridionale nei confronti della fredda e umidissima ventilazione da O-SO e SO, ha ulteriormente acuito le precipitazioni nel settore freddo post-frontale, che si sono rese a tratti particolarmente intense e persistenti. Dopo una temporanea tregua, per la traslazione verso levante del promontorio anticiclonico interciclonico che da giorni insisteva davanti la grande Baia Australiana, nei prossimi giorni le coste sud-orientali australiane saranno interessate da nuove ondate di maltempo, dalle caratteristiche invernali, per il passaggio di nuovi fronti freddi, che provengono direttamente dalle basse latitudini dell’oceano Indiano meridionale.


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