Canarie, il Tribunale Superiore spagnolo rifiuta i ricorsi contro le prospezioni petrolifere

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canarie_petrolioIl Tribunale Superiore spagnolo, omologabile alla nostra Corte di Cassazione, ha rifiutato sette ricorsi che erano stati presentati dal governo della Comunità Autonoma delle Canarie, da associazioni ambientaliste e partiti politici, contro il decreto legge che autorizza l’esecuzione di prospezioni petrolifere al largo delle isole di Fuerteventura e Lanzarote.

Secondo il ministro dell’Industria, Energia e Turismo Josè Manuel Soria, questa decisione permetterà di proseguire con il progetto di ricerca petrolifera nel braccio di oceano fra le Canarie e il Marocco. Soltanto tre settimane fa il Ministro aveva autorizzato la Repsol ad effettuare ricerche di petrolio al largo di Fuerteventura e Lanzarote, dove secondo la grande azienda spagnola esistono giacimenti tali da garantire alla Spagna il 10% del fabbisogno di energia nei prossimi dieci anni.

Contro il progetto di effettuare ricerche petrolifere al largo dell’arcipelago, alle quali seguirebbe la fase estrattiva in caso di esito positivo, si battono da anni comitati di cittadini e anche lo stesso governo delle Canarie, che è arrivato a scontrarsi direttamente con il governo centrale di Rajoy (il quale ha autorizzato nel 2012 le prospezioni mediante un decreto legge). La paura è che l’eventuale realizzazione di pozzi petroliferi al largo delle isole possa danneggiare l’ambiente locale, principale attrazione turistica della regione. Il turismo è il principale motore economico delle Canarie, ed è quindi comprensibile la preoccupazione di molti. L’indotto dell’eventuale estrazione di petrolio sarebbe minimo per l’economia delle isole.

Proprio pochi giorni fa cinque delle più grandi associazioni ambientaliste che si battono contro le prospezioni petrolifere hanno consegnato presso la sede di Repsol, a Madrid, oltre 200.000 firme raccolte in una petizione on-line per chiedere di tenere fuori le trivelle da quella zona geografica dall’alto valore ambientale.

La battaglia contro le prospezioni andrà avanti nonostante questa decisione del Tribunale Superiore, affermano intanto i comitati ecologisti, mentre il Governo canariense continua a esercitare pressioni affinché venga consultata la popolazione locale attraverso un referendum.