La disfonia è un disordine caratterizzato da alterazioni della qualità, dell’altezza e dell’intensità della voce. CAUSE: Essa può essere data da cause organiche (es. malformazioni congenite, malattie endocrine o metaboliche, infiammazioni, tumori che coinvolgono gli organi deputati all’emissione della voce, cioè polmoni, bocca, laringe, faringe, fosse nasali), o può essere disfunzionale (data da malmenage (cattivo uso della voce) o surmenage (eccesso di uso della voce). In alcuni casi si ha uno sforzo vocale dovuto ad una contrazione esagerata di parte o di tutta la muscolatura fonica; in altri casi si ha un indebolimento vocale per diminuzione del tono muscolare). Esistono anche disfonie del tutto isteriche e nervose, in cui non esiste alcuna alterazione organica ma il disturbo è presente.
FATTORI DI RISCHIO: I più colpiti sono i professionisti della voce parlata (insegnanti, centraliniste, attori, avvocati, commercianti) e quelli della voce cantata. Altri fattori di rischio riguardano: stile di vita, fumo, abuso di alcol, reflusso gastroesofageo.
SINTOMI: La sintomatologia include: afonia (perdita completa della voce, che si riscontra nelle forme isteriche gravi di disfonia. Un’afonia incompleta si può avere nella paralisi bilaterale dei muscoli fonatori, nella difterite laringea o nell’inalazione di corpi estranei in laringe), fonoastenia (insufficienza vocale, caratterizzata da voce flebile, fioca e affaticata, che si ha negli stati di esaurimento psico-fisico e di stanchezza dell’organo vocale), raucedine (anche detta xerofonia, caratterizzata da una velatura più o meno grave della voce, propria delle malattie infiammatorie o tumorali della laringe) diplofonia (voce particolare, caratterizzata dall’emissione contemporanea di due suoni di diversa tonalità, propria delle paralisi del nervo ricorrente), voce eunucoide (dovuta a squilibrio di sviluppo tra lo scheletro e la muscolatura della laringe, che comporta un’esagerazione di un’ottava sul timbro della voce normale). Un tipo di disfonia particolare è quella spasmodica, che consiste nell’impossibilità di emettere la voce, che si aggrava quando il soggetto si sforza di vincere la contrazione Essa è dovuta ad incoordinazione tra la contrazione dei muscoli vocali e quella dei muscoli respiratori.
DIAGNOSI: Per effettuare una corretta diagnosi occorre un’anamnesi accurata, volta a individuare tutte quelle notizie preziose per un corretto inquadramento del disturbo (es. età del paziente, epoca di insorgenza della disfonia, modalità d’esordio, attività professionale e ambiente lavorativo, eventuale presenza di abitudini vitali a rischio per l’apparato respiratorio (es. consumo di alcol e tabacco), eventuali allergie respiratorie, presenza o meno di affezioni del tubo gastro-enterico (es. gastriti, ernia iatale, reflusso gastro-esofageo ecc.). La fibrolaringoscopia è oggi una procedura veloce ed indolore, praticabile ambulatorialmente senza anestesia, che si avvale dell’uso di fibroscopi in grado di vedere direttamente la laringe, valutando l’eventuale presenza di alterazioni anatomiche (es. polipi, cisti, tumori ecc) e/o funzionali (es. noduli da sforzo, deficit adduttori, paralisi cordali ecc), documentandoli con apposite immagini, in modo da fare una diagnosi certa, accurata e circostanziata.
CURA E PREVENZIONE : Per prevenire la disfonia occorre: non fumare (il fumo di sigaretta aggredisce tutto l’apparato respiratorio e le corde vocali, causando tosse, gonfiori, catarro e un maggior rischio di infezioni e di cancro alla laringe), non usare droghe per via orale o inalatoria, non abusare con bevande alcoliche, non usare scorrettamente la voce (sforzare la voce, urlare e schiarirsi spesso la gola sono abitudini errate che possono, alla lunga, alterare l’emissione vocale). Va inoltre evitato l’inquinamento, poiché l’esposizione continua a gas e sostanze inquinanti presenti nell’aria tende a irritare polmoni e tutto il tratto vocale; vanno evitati l’eccessiva aria condizionata e l’eccessivo riscaldamento, in quanto la riduzione notevole del tasso di umidità può creare secchezza nel tratto vocale, favorendo sforzi della voce. Per il benessere vocale occorre: bere almeno 2 litri di acqua al giorno per mantenere un buon livello di idratazione, evitare cibi pesanti e troppo conditi soprattutto la sera (per evitare le difficoltà digestive e l’eventuale risalita di succhi gastrici nell’esofago); evitare fumo e super alcolici, cercare di capire quando si sta sforzando la voce, evitare variazioni continue di temperatura e cercare di non sostare troppo a lungo in zone molto inquinate o in luoghi dove utilizzano sostanze chimiche, in grado di liberare gas tossici. Infine, evitate di coprire la gola con sciarpe di lana o colli troppo stretti in ambienti chiusi, per evitare una sudorazione dannosa. L’eliminazione dei fattori di rischio, talvolta può essere accompagnata dall’intervento di un logopedista che corregge il cattivo uso del diaframma, imparando a respirare, per poi procedere ad esercizi di fonazione per riuscire a inspirare ed espirare bene mentre si parla, correggendo il timbro. In alcuni casi sono consigliabili: il riposo a letto, l’utilizzo di paracetamolo e gargarismi per disinfettare il cavo orale mentre, in presenza di lesioni organiche, si rimanda alla chirurgia.


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