#DissestoItalia, on-line la petizione per salvare il paese da frane e alluvioni

MeteoWeb

rischio_idrogeologicoÈ stata lanciata on-line la petizione per far sì che entro l’estate il Governo faccia partite un piano nazionale di manutenzione e prevenzione per ridurre il rischio idrogeologico. “L’Italia cade a pezzi” – c’è scritto nel comunicato di presentazione della raccolta firme. “Ogni anno spendiamo circa 1 miliardo per riparare i danni provocati dai dissesti idrogeologici e poco più di 100 milioni per prevenirli. Negli ultimi 12 anni hanno perso la vita 300 persone, solo l’anno scorso 24”.

La petizione viene lanciata dai cinque soggetti che alcuni mesi fa hanno realizzato #DissestoItalia (di cui abbiamo parlato in passato su Meteoweb), un progetto nato proprio per sensibilizzare il più possibile cittadini e istituzioni sui rischi del dissesto idrogeologico, per promuovere un approccio votato alla prevenzione e proporre soluzioni condivise tra istituzioni e società civile. I soggetti promotori sono Ance, Cnappc, Cng, Legambiente e Next New Media.

“E’arrivato il momento di uscire dall’emergenza – continua il testo della petizione – investendo in prevenzione e mitigazione del rischio. Per questo chiediamo al Governo:

dissesto_idroegeologico1) di far partire entro l’estate un Piano unico nazionale di manutenzione e prevenzione, con politiche e interventi per ridurre il rischio idrogeologico e salvaguardare le città e i territori colpiti dai disastri causati da frane e alluvioni;

2) di liberare tutte le risorse già stanziate per la prevenzione che Stato e Enti locali non sono riusciti a spendere, con l’allentamento dei vincoli del Patto di stabilità interno per le spese relative alla mitigazione del rischio idrogeologico e di inserire la difesa del suolo e gli interventi di prevenzione come priorità all’interno della programmazione dei fondi strutturali per reperirne di nuove;

3) di garantire a livello nazionale, attraverso opportuni interventi normativi, un controllo sulla qualità dei progetti e degli interventi di manutenzione e prevenzione del rischio, ispirati a un modello di sostenibilità ambientale ed economica, efficacia, trasparenza delle regole e delle procedure”.

L’appello, a cui hanno già aderito centinaia di persone ed importanti personalità, può essere firmato a questo link.