Il governo della Sierra Leone ha proclamato lo stato di emergenza nel distretto di Kailahun, vicino al confine con la Liberia, a causa dell’epidemia di Ebola che ha causato la morte di 17 persone nella zona. Stando alle cifre diffuse dalle autorità, i casi confermati di contagio sono 46 e quelli sospetti 122. Il parlamentare locale Momoh Moiwai ha tuttavia dichiarato ieri in conferenza stampa che i morti sono in realtà 28. Nel proprio comunicato, il governo annuncia di avere deciso la chiusura di scuole, cinema e locali notturni per minimizzare la diffusione del virus. Anche i veicoli in entrata e uscita del distretto saranno controllati in appositi posti di blocco, afferma il comunicato. Oltre un mese fa il presidente della Guinea Alpha Condé aveva detto alla stampa che l’epidemia scoppiata nel suo Paese era sotto controllo, tuttavia il numero delle vittime continua ad aumentare non solo in Guinea, ma anche in Sierra Leone e Liberia. Finora sono 231 le persone morte nell’Africa occidentale a causa dell’Ebola, malattia che provoca emorragie interne e per cui non esiste cura. La maggior parte delle vittime, circa 200, è stata registrata in Guinea. L’epidemia in corso è la peggiore dalla prima mai registrata, nel 1976, che colpì simultaneamente in Sudan e Congo. Secondo Medici senza frontiere quella attuale potrebbe rivelarsi come la peggiore di sempre.
Ebola: 17 morti in Sierra Leone, dichiarato lo stato d’emergenza


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