La particolare configurazione di blocco che si è venuta a scavare lungo l’Asia centrale ha dato luogo ad una serie di eventi meteorologi estremi che si sono manifestati su vastissime aree geografiche. Dalla Siberia centrale, flagellata da pesanti inondazioni che hanno cagionato la morte di almeno sei persone, fino alla Cina orientale, la Mongolia e il sud della Russia asiatica, interessati dalla risalita di una forte ondata di calore che ha frantumato decine di record di caldo, sia mensili (per Maggio) che assoluti. Ma andiamo per ordine. Negli ultimi giorni, piogge insistenti, che hanno assunto anche carattere di rovescio e temporale, hanno flagellato diverse aree della Siberia meridionale, provocando gravi inondazioni che hanno colpito le Repubbliche di Altai e Khakassia, dove è stato dichiarato lo stato d’emergenza, a seguito dello straripamento di diversi fiumi. Circa 4.000 case sono state travolte dalle inondazioni e 7.600 persone hanno dovuto lasciare le loro abitazioni, come fa sapere il ministero russo delle emergenze. Le inondazioni hanno distrutto 15 ponti e 200 chilometri di strade, causando gravissimi disagi alla popolazione. Diversi villaggi, soprattutto nell’Altai, risultano ancora isolati, visto la totale impraticabilità delle strade, sommerse dalle acque.
Le intense precipitazioni, che da giorni martellano le Repubbliche di Altai e di Khakassia, sono state prodotte dall’affondo di una saccatura piuttosto vasta, riempita in quota da masse d’aria piuttosto fredde di origine polare, che dalla penisola di Tajmyr è scivolata fino alla Repubblica di Altai, lambendo con il proprio bordo più meridionale il settore orientale del Kazakistan e la catena montuosa dell’Altaj. Questa saccatura, resasi semi-stazionaria sul comparto siberiano centro-occidentale, è scivolata lungo il bordo orientale del robusto promontorio anticiclonico di blocco che da diverse settimane permane al traverso del Kazakistan occidentale, pianure Caspiche e Russia europea, presentano elevatissimi massimi di geopotenziale in quota che costringono il ramo principale del “getto polare” a virare bruscamente verso il mar di Barents, per poi girare sopra la Novaja Zemlja e ridiscendere lungo il bassopiano della Siberia occidentale. La presenza di questo ramo discendente del “getto polare”, che scivola a gran velocità sopra il bassopiano della Siberia occidentale, ha continuato a tenere in vita l’asse di saccatura, resosi responsabile di questa duratura ondata di maltempo che ha duramente investito le Repubbliche di Altai e di Khakassia, dove si sono prodotte queste drammatiche inondazioni.

In tale contesto è stata proprio l’aria fredda in quota (a 500 hpa), scivolata sul lato occidentale della saccatura, che scorrendo al di sopra dell’aria più calda e umida preesistente nei bassi strati ha inasprito sensibilmente il “gradiente termico verticale”, agevolando cosi lo sviluppo di moti convettivi (correnti ascensionali che dal suolo tendono a propagarsi verso la media e alta troposfera) molto intensi. Queste correnti ascensionali, ulteriormente esacerbate nelle ore centrali del giorno dal maggior apporto di calore, indotto dalla graduale intensificazione dell’insolazione diurna che surriscalda per bene i terreni ormai spogli di neve, ha favorito la genesi di grossi addensamenti cumuliformi, piuttosto sviluppati in altezza (cumuli congesti e cumulonembi), che hanno dato la stura a forti rovesci di pioggia e a fenomeni temporaleschi che per diversi giorni hanno investito le Repubbliche di Altai e di Khakassia, determinando l’ingrossamento dei principali fiumi e corsi d’acqua. L’avvezione fredda a 500 hpa, associata alla saccatura, ha acuito l’instabilità, rendendola molto marcata nelle ore centrali del giorno, con lo sviluppo di grosse “Cellule temporalesche” e persino sistemi temporaleschi a “Multicella”, capaci di scaricare precipitazioni davvero intense, con elevati indici di rain/rate, concentrate in poche ore. Spesso nell’estate siberiana, le temporanee ondate di calore che fanno schizzare i termometri oltre i +30°C +32°C vengono interrotte dalla discesa di masse d’aria fredda di origini polari dalle coste artiche, che fanno scoppiare improvvisi fenomeni temporaleschi, contraddistinti da grandinate, attività elettrica a fondo scala, forti colpi di vento (“downburst”) ed occasionali fenomeni vorticosi.

Le precipitazioni più intense, a carattere anche temporalesco, si sono riversate lungo il versante settentrionale dei monti dell’Altaj e dei Saiani. Proprio da questi monti sono partite le ondate di piena dei rispettivi fiumi riversate poi a valle, fra la Repubbliche di Altai e quella di Khakassia, dove si sono registrati i maggiori danni alle infrastrutture e le vittime fra la popolazione. La situazione, nelle zone duramente colpite dagli eventi alluvionali, dovrebbe migliorare molto lentamente nei prossimi giorni, accompagnandosi anche ad un sostanziale calo delle temperature che si avvertirà su tutto il bassopiano della Siberia occidentale, fino alla Repubblica di Altai e alla Repubblica di Khakassia, dove le temperature subiranno un brusco calo, a seguito della discesa di un nucleo di aria molto fredda, di origine polare, che dal mar di Kara affonderà fino ai monti dell’Altaj e ai Saiani, scorrendo sul margine orientale del blocco anticiclonico posizionato sulla Russia europea. Già in molte città della Siberia centro-occidentale, come Novosibirsk o Barnaul, dopo le piogge e i temporali dei giorni scorsi, si riscontra pure un vistoso calo termico, con minime che nelle ore notturne si mantengono sui +3°C +4°C a bassa quota. Al contempo più ad est, sul ramo ascendente della stessa saccatura responsabile di queste alluvioni sulla Siberia centrale, si è sviluppata un intensa onda mobile di calore che dallo Yunnan è risalita in direzione della Cina orientale, Mongolia e il sud della Russia asiatica, causando una forte scaldata che ha fatto cadere decine di records di caldo, e persino qualche record assoluto. Fra questi record assoluti segnaliamo i +39.4°C di Tongliao che bruciano i precedenti record assoluti stabiliti nel 1951 e 2007. La stessa intensa ondata di calore ha sbriciolato il record di caldo assoluto di Bugt, sempre in Cina, che ha registrato una massima di ben +38.0°C, distruggendo i +36.8°C del Luglio 2001.
Nell’est della Cina è stata registrata una massima di ben +42.8°C all’ombra che rappresenta una delle temperature più alte mai registrata nella Cina centro-orientale in Maggio, ma persino una delle più alte in tutta la Cina orientale in Giugno. Inoltre, per la prima volta nella storia, record assoluti di zone temperate vengono battuti in Maggio nell’emisfero boreale, fuori dal Canada (dove nel Maggio del 1980 si registro un record assoluto nel Saskatchewan e alcuni nello Yukon, incluso Dawson). Il caldo si è avvertito anche nell’est della Mongolia, dove solo nella giornata di ieri sono state misurate temperature massime prossime ai +36°C +37°C all’ombra, poco distante dal confine cinese.


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