L’Australia sud-orientale ha tre nuovi vulcani: l’analisi dei geologi

vulcani_immUn team di geologi della Monash University, analizzando una serie di fotografie satellitari, modelli dettagliati NASA, la distribuzione dei minerali magnetici nelle rocce e le carte topografiche della zona, ha scoperto tre nuovi vulcani nel sud-est dell’Australia. La ricerca, pubblicata sull’Australian Journal of Earth Sciences, fornisce un quadro dettagliato di un’area di territorio già noto ai ricercatori per le sue numerose formazioni geologiche complesse. Con oltre 400 vulcani su un’area estesa 19.000 chilometri quadrati tra lo stato di Victoria e l’Australia meridionale, essa presenta i più giovani vulcani australiani, tra cui il Monte Schank e il Mount Gambier. Si tratta di vulcani ormai dormienti, la cui ultima attività risale a ben otto milioni di anni fa. I depositi vulcanici, tra cui il basalto, sono tra le rocce più giovani dello stato, ma la maggior parte delle persone sanno poco di essi. Anche se sono passati più di 5000 anni dall’ultima eruzione vulcanica in Australia, è importante capire dove, come e quando questi vulcani abbiano manifestato la propria forza. L’area, dove risiede una grande anomalia di calore in profondità è considerata ancora attiva. La frequenza delle eruzioni è infatti stimata in poco meno di 10.800 anni. Secondo gli esperti, petanto, potrebbero ancora verificarsi eruzioni in futuro. Si spera che questo approccio possa portare ad una migliore comprensione della distribuzione e della natura del vulcanismo, consentendo un’analisi dei rischi più accurata.