L’ITCZ sale sull’Africa sub-sahariana: ci attende una terza decade di Giugno sotto il dominio del caldo anticiclone africano?

L’ITCZ (Intertropical Convergence Zone), lungo il fronte dell’Africa occidentale, ha continuato ad avanzare verso nord, guadagnando ulteriore terreno in direzione delle latitudini tropicali dell’Africa settentrionale. La graduale avanzata verso nord del “fronte di convergenza intertropicale” è da imputare all’insorgenza di una moderata ventilazione dai quadranti meridionali, legata all’influsso del “Monsone di Guinea” (altro non è che il corrispondente dell’Aliseo di SE sull’Atlantico meridionale che oltrepassa l’equatore ed in prossimità delle coste dell’Africa occidentale viene deviato verso destra dalle depressioni termiche che si formano sull’Africa centrale e il Sahel) che ha trasportato masse d’aria piuttosto umide fino al settore meridionale della regione saheliana. Il temporaneo rafforzamento dell’umido flusso del “Monsone di Guinea”, che fino ad ora si è mostrato piuttosto blando lungo le coste dell’Africa occidentale (dal Congo fino alla Guinea), è stato incentivato dallo sviluppo di una profonda depressione termica, minimo poco sopra i 1000 hpa, che si è formata sopra il Sahel occidentale, tra il sud del Niger, il Mali e il Burkina Faso.

Tale bassa pressione di natura termica, attiva nei bassi strati della troposfera a seguito dell’intenso calore rilasciato dai terreni arroventati, ha aspirato verso nord l’aria umida e instabile preesistente davanti le coste degli stati che si affacciano sul golfo di Guinea, spingendola ulteriormente verso nord, sui “roventi” territori dell’Africa sub-sahariana, dove i primi impulsi umidi da Sud-Sud/Ovest hanno fatto scoppiare imponenti sistemi temporaleschi a mesoscala, responsabili di vere e proprie tempeste elettriche che da giorni affligono il sud del Ciad e del Niger, assieme al Burkina Faso, nord della Nigeria e Mali meridionale. Proprio grazie all’impulso dei venti da O-SO e SO l’ITCZ ha mantenuto una posizione un po’ più elevata a dispetto della media stagionale. Questa significativa espansione di latitudine degli umidi venti monsonici di Guinea ha costretto i caldi e secchi venti da E-NE e NE (“Harmattan”, corrispondente all’Aliseo di NE sul Sahara), prevalenti su tutto il deserto del Sahara, ad arretrare verso nord, spirando piuttosto tesi fra il deserto libico meridionale, l’area montuosa dell’Ahaggar e l’entroterra desertico algerino e del Marocco meridionale fino al Sahara occidentale e alla Mauritania. Ma l’interazione tra la calda e secca ventilazione orientale con i più umidi venti da SO o più da O-SO ha ulteriormente favorito la strutturazione, nei bassi strati, della depressione termica al suolo, con minimo pronto a scendere poco sopra i 1000 hpa, localizzata proprio sul settore occidentale del Sahel.

Questa depressione saheliana, a carattere termico, in questi giorni è stata la principale responsabile del temporaneo rinforzo dell’umido Monsone di Guinea che ha fatto impennare la linea dell’ITCZ ulteriormente verso l’alto sull’Africa occidentale, rinvigorendo la Cella di Hadley e spingendo a sua volta il promontorio anticiclonico algerino (una costola dell’anticiclone dinamico sub-tropicale sahariano) nel cuore del Mediterraneo. In più gli umidi venti da SO e O-SO sono arrivati fino al nord del Mali e del Niger. Il massimo avanzamento verso nord si è verificato proprio in prossimità del Niger occidentale e del Mali meridionale, specie in quest’ultimo dove abbiamo avuto una più alta concentrazione dell’attività temporalesca in questi ultimi giorni. Lungo il fronte dell’Africa orientale invece l’avanzamento verso nord dell’ITCZ è stato nettamente arrestato dalla persistente ventilazione dai quadranti settentrionali che tuttora domina incontrastata sopra le aride regioni desertiche del Ciad e Sudan settentrionale, compresa l’area del mar Rosso, dove regna il grande caldo torrido. Addirittura, fra il Niger orientale e il Ciad centro-meridionale, l’ITCZ ha mantenuto una posizione piuttosto arretrata rispetto alla media climatologica, stilata dal NOAA. In quest’area la persistente ventilazione calda e molto secca da N-NE, messa in moto dai promontori anticiclonici che si instaurano sul bacino mediterraneo, Grecia e Turchia, continuerà a mantenere il fronte intertropicale su posizioni medie se non addirittura inferiori rispetto a quelli che sono gli standard della media climatologica per il mese corrente. Tornando al fronte occidentale, il suo progressivo avanzamento verso nord di questi ultimi giorni produrrà degli effetti diretti sul futuro andamento meteo/climatico sulla vasta area del nord-Africa.

L’afflusso di aria umida dal golfo di Guinea fino alle regioni della fascia sub-sahariana determinerà una netta intensificazione dell’attività temporalesca, in particolare fra Mali, Niger, Burkina Faso, nord della Nigeria e sud del Ciad, con la formazione di quei vasti sistemi convettivi multicellulari, del tipo “Multicelle” o veri e propri “Cluster”, che apporteranno forti rovesci di pioggia con fulminazioni a fondoscala e colpi di vento. Al contempo, il rafforzamento dell’attività convettiva lungo il Sahel dovrebbe incentivare la costruzione di robusti promontori anticiclonici sub-tropicali sul Sahara (anticiclone sahariano) per la notevole “Subsidenza atmosferica” (intense correnti discendenti) che si verrà a creare tra il nord dell’Algeria, il deserto libico e l’Egitto, a nord dell’area ove agisce l’ITCZ.

Ma quali conseguenze bisogna attendersi sul proseguo dell’estate mediterranea?

 Il progressivo movimento verso nord del “fronte di convergenza intertropicale” determinerà importanti ripercussioni bariche anche sul “mare Nostrum”. Intanto possiamo dire che già nei prossimi giorni, con il rinvigorirsi dell’attività convettiva sul Sahel e Africa centrale, i modelli prospettano una intensificazione della cellula anticiclonica algerina, ben alimentata al suo interno dalle masse d’aria calde e secca che stazionano sopra il Sahara algerino, a tutte le quote della troposfera (regime di bassa pressione termica al suolo e alta pressione dinamica in quota).

Dapprima timidamente, poi con maggiore decisione dalla terza decade di Giugno, il promontorio anticiclonico algerino, accompagnato da geopotenziali elevati in quota e forti “Subsidenze”, spingerà i propri elementi più settentrionali in direzione del Mediterraneo centro-occidentale e dell’Italia, stabilizzando i geopotenziale in quota e aprendo una nuova fase di stabilità e caldo, senza troppi eccessi (temperature massime sui +28°C +30°C), a seguito della fase temporalesca del weekend. Questa nuova fase climatica stabile e soleggiata, attesa per l’ultima decade del mese, potrebbe risultare ben più prolungata di quella che stiamo vivendo in questi giorni, imprimendo una marcia spedita alla stagione estiva. E le temperature, dopo una fase di media, rischiano nuovamente di spingersi su valori ampiamente sopra la media su gran parte delle nostre regioni, dove il caldo tornerà a riaffermarsi con una certa enfasi, per via dell’azione combinata dell’apporto di aria sempre più calda in quota, di matrice sub-tropicale continentale, che si sommerà all’intensa insolazione diurna (che surriscalda per bene i terreni) e alle “Subsidenze atmosferiche” che caratterizzano il regime anticiclonico sub-tropicale.