Il ‘bisturi’ anti-obesità, che si è già rivelato a sorpresa un alleato per i malati di diabete, in grado di normalizzare il metabolismo del glucosio, ora mostra un altro effetto protettivo per i pazienti ‘extralarge’. All’American Diabetes Association il team di Antonio Pontiroli, dell’Università di Milano, ha presentato uno studio che mostra come l’intervento abbia notevolmente ridotto i tassi di mortalità nei pazienti obesi rispetto ai quelli trattati solo con i medicinali. Con un analogo effetto anche sul rischio di sviluppare cardiopatie e diabete di tipo 2, che spesso si accompagnano all’obesità. Il lavoro, retrospettivo, ha coinvolto 4 centri milanesi e ha esaminato i dati sanitari di 552 obesi che si erano sottoposti all’intervento anti-obesità con bendaggio gastrico tra il 1995 e il 2001, confrontandoli con quelli di 936 soggetti di controllo, trattati con i medicinali standard. Ebbene, lo studio ha mostrato una notevole riduzione dei tassi di mortalità, cardiopatie e diabete di tipo 2 nel gruppo operato. Ma in che modo il bisturi anti-obesità è efficace contro il diabete? Secondo un altro lavoro, presentato questa volta da un gruppo di studiosi di Cleveland (Ohio), la chiave sta nel punto in cui gli alimenti – dopo l’operazione – entrano in contatto con l’intestino. Bypassando la parte superiore dell’intestino e lo stomaco, e ‘spedendo’ il cibo più in basso, migliora il controllo glicemico. E questo indipendentemente dalla perdita di peso, sostengono gli autori.
Medicina: il bisturi anti-obesità è un salvavita per i pazienti extralarge


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