Metodo Stamina, un “pericolosissimo inganno a malati che non ha nulla a che fare con con staminali, scienza, etica e medicina”

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METODO STAMINA NUOVA - CopiaUn ”pericolosissimo inganno”: cosi’ la senatrice Elena Cattaneo giudica Stamina, commentando la nomina di Marino Andolina a ‘commissario ad acta’ per eseguire infusioni negli Spedali Civili di Brescia. Per Cattaneo il contenuto delle infusioni ”non e’ definibile come ‘preparato di cellule staminali mesenchimali’ (o loro derivati)”. ”Stamina – prosegue la senatrice a vita – non ha niente a che fare con staminali, scienza, medicina, compassione ed etica. E’ solamente un grave e pericolosissimo inganno ai malati. Nessuno e’ deceduto per non avere avuto iniezioni di una soluzione fisiologica. Purtroppo alcune malattie complesse sono oggi letali, nonostante esista una ricerca attiva in tutte le direzioni affinche’ un giorno non lo siano piu”’. Cattaneo precisa di non avere ancora avuto modo di leggere gli atti della magistratura di Pesaro, ”che – rileva – si sono risolti nell’individuare un medico per realizzare un’attivita’ nella quale l’autorita’ inquirente di Torino ha rinvenuto profili idonei a concretare gravi ipotesi di responsabilita’ penale”. Tuttavia sottolinea che ”da ogni prova pubblica disponibile e dagli esami compiuti in passato dagli organi competenti sui pretesi preparati di tale fondazione non medica, il contenuto delle iniezioni proposte da Stamina non e’ definibile come ‘preparato di cellule staminali mesenchimali’ (o loro derivati)”. Pertanto, prosegue la senatrice, ”l’ordine del giudice, se fosse formulato nel senso di ordinare di iniettare ‘cellule mesenchimali’ (o loro derivati) nel paziente, non contenendo quei preparati quelle specifiche cellule, appare quantomeno ‘scientificamente’ bizzarro”. Per Elena Cattaneo ”chiunque ritenga in scienza e in coscienza che la pratica proposta da Stamina almeno porti al trasferimento di cellule staminali mesenchimali (e loro derivati) nel paziente avrebbe il dovere di dimostrarlo, oltre che alla comunita’ scientifica, quantomeno di fronte al giudice. Diversamente – conclude – starebbe iniettando materiale biologico differente da quanto ordinato dalla magistratura , esponendo in tal senso i pazienti a ulteriori conseguenze non prevedibili e, di tutta evidenza. estranee alla buona pratica medica”.