Moria di pesci e mammiferi marini nel mondo: 2014 da record. Quanto c’entra l’uomo?

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moria di pesciMilioni di pesci e di esemplari marini stanno morendo in tutto il mondo, ma nessuno riesce a fornire una spiegazione plausibile. I casi, presi singolarmente, potrebbero passare quasi inosservati o essere considerati nella normalità che ha da sempre caratterizzato il nostro pianeta; in realtà la moria di pesci nel 2014 è divenuta troppo comune, a tal punto che trovare una risposta è ormai un dovere. Recentemente più di 6 tonnellate di pesci sono stati trovati morti al largo di Marina del Rey, sulla costa della California meridionale, e con essi tanti leoni marini. La notizia si è sparsa attraverso i media mondiali, che in prima analisi hanno attribuito la colpa al disastro avvenuto nel 2011 alla centrale di Fukushima (Giappone). Mancano però le prove, nonostante i sintomi riscontrati negli animali siano proprio quelli dell’avvelenamento da radiazioni. E’ evidente che qualcosa sia cambiato, ma cosa? Il nostro ambiente, il clima, cause geotermiche o appunto, le radiazioni?

moria di pesciTra gli episodi più recenti è possibile citare la moria di 500.000 carpe asiatiche, dove i rapporti locali non hanno chiarito le cause di morte. Nei pressi di Duluth, nel Minnesota, decine di migliaia di pesci sono stati trovati morti senza un’apparente spiegazione, anche se la teoria più accreditata è stata quella della mancanza di ossigeno legata alle forti nevicate dello scorso inverno. Ma così non fu nel 1950, quando vere e proprie tempeste di neve interessarono l’area. Teoria riproposta per la moria di pesci avvenuta nel New Jersey, alla quale è seguita quella del clima più caldo. Ma anche in questo caso non è stata fornita una prova concreta. Un nuovo rapporto stilato per il Golfo del Messico, quattro anni dopo la peggiore fuoriuscita di petrolio nel mondo, ha scoperto che i delfini e le tartarughe marine stanno morendo in numeri da record. A Inner Harbor, nel Maryland, gli scienziati  stanno studiando le carcasse di 7000 menadi atlantiche ritrovate lo scorso mese. A Singapore, inoltre, i funzionari locali sono ancora perplessi per la morte di 160 tonnellate di plancton, anche se da quelle parti l’inquinamento è l’indiziato numero uno. E si potrbbe continuare ancora a lungo….! Ciò che appare evidente, è che una serie di cause (scarsa ossigenazione, limitazioni alimentari, disastri ambientali, ecc) soprattutto antropiche, ma anche naturali, stiano sterminando tonnellate di esemplari marini.

Marine_mammals_mysteriously_dying_in_record_numbers_along_West_CoastIntanto si è appena conclusa un’indagine federale in merito alle morti misteriose di mammiferi lungo la costa del Pacifico. Nel corso degli ultimi anni, foche e trichechi hanno riportato svariate lesioni cutanee, problemi respiratori, stanchezza, perdita di pelo e vari altri sintomi che i ricercatori faticano ad identificare. L’indagine, cominciata nel 2011, non molto temo dopo il disastro di Fukushima in Giappone, ha coinvolto gli scienziati della NOAA e del Fish and Wildlife Service, che in questo lasso di tempo hanno esaminato centinaia di esemplari con questa malattia misteriosa. Concentrati pricipalmente in Alaska, i casi si sono via via resi meno frequenti. E i trichechi del Pacifico, sono ora stati rimossi dai casi di mortalità inusuale. Parte del problema è che non abbiamo un test diagnostico“, ha dichiarato Joel Garlich-Miller, al sito ADN.com. Non possiamo dire, ‘Ok, quest’animale ha una malattia.” Secondo gli scienziati NOAA, la misteriosa malattia è caratterizzata da cambiamenti insoliti negli organi interni degli animali, compreso l’accumulo di sangue nei polmoni e ingrossamento del cuore. Molte delle creature colpite hanno mostrato lesioni al fegato e varie emorragie. Tra le cause, l’avvelenamento da radiazioni prodotte dal disastro di Fukushima, dal momento che molti sintomi indicano chiaramente tale tipo di avvelenamento. La graduale scomparsa dei casi, tra l’altro, avvalorerebbe questa ipotesi. Foche e trichechi mangiano del pesce oceanico nella loro dieta ordinaria, mettendo un ulteriore punto a favore di tale tesi. Anche perchè grandi quantità di pesce contaminato venne ritrovato nei pressi del Giappone pochi giorni dopo il terribile terremoto che colpì il paese del Sol Levante. Per qualcuno di misterioso in questo caso non c’è nulla. Tutto sembrerebbe andare verso quella direzione. Ma l’indagine è stata appena conclusa e si attendono dati ufficiali. In attesa di conferme.