Noce di cocco: il “muso di scimmia” ricco di significati simbolici e di proprietà benefiche e cosmetiche

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NOCE COCCO COP“…cocco bello, cocco fresco…” è una delle classiche espressioni estive che si può sentire un po’ ovunque sulle innumerevoli spiagge della nostra penisola, senza particolari limiti geografici: le uniche sfumature sono i modi abbastanza coloriti e curiosi con cui viene annunciato.  La noce di cocco è il frutto della palma di cocco (Cocos nucifera), una pianta arborea appartenente alla famiglia delle Arecaceae, definita “albero della vita” dagli abitanti dei paesi produttori; attualmente coltivata in tutti i paesi tropicali, oltre che dell’Asia, anche dell’America centrale e meridionale e dell’Africa, che si diffuse in modo naturale, trasportata dalla correnti marine, in tutta l’area del Pacifico, soprattutto grazie alla capacità di mantenere a lungo la propria germinabilità.

KokospalmeFurono gli esploratori spagnoli a coniare il nome di cocco (muso di scimmia) perché, a loro dire, le tre tacche presenti sulla noce con sfondo peloso, assomigliavano ad una scimmia. La noce di cocco è sempre stata protagonista di antichi rituali simbolici, specialmente nei paesi d’origine: secondo molte leggende, questo frutto è sacro per via della somiglianza, nella forma, al cranio e spesso, in passato, veniva offerto come sacrificio agli dei al posto di una testa umana. In India, regalare una noce di cocco nel corso di una cerimonia nuziale è considerato di ottimo auspicio, mentre in molti paesi tropicali il cocco è ritenuto il re dei vegetali sia perché della pianta non si butta via nulla, sia perché essa è un’ottima fonte di grassi e proteine, rappresentando un alimento fondamentale dell’alimentazione dei popoli dei mari del sud.

NOCE COCCO 1Ma veniamo alla composizione e alle proprietà nutritive. La noce di cocco è composta per il 50% da acqua, mentre la restante parte è costituita da fibre, carboidrati, zuccheri e lipidi. Contiene una discreta quantità di minerali (tra cui zinco, potassio, ferro, rame, magnesio, fosforo, sodio) e tra le vitamine presenti: B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, e, K e J. La polpa viene utilizzata a scopo alimentare e per produrre farine di cocco; dalla mandorla del frutto si ricava l’olio di cocco che è davvero versatile, essendo utilizzato come mangime per animali, in cosmetica per produrre saponi, schiume e creme da barba, approfittando del suo potere schiumogeno; oltre che in fitoterapia, per la realizzazione di prodotti antivirali, antifungini, antisettici e antimicrobici; le fibre del mesocarpo sono utili per realizzare tappeti, corde, cappelli, spazzole e canestri; il latte viene impiegato sotto forma di creme e unguenti per via delle sue proprietà emollienti e lenitive, donando una pelle morbida ed elastica; mentre il legno è impiegato nella produzione di mobili, per la costruzione di case rurali e nella copertura dei tetti delle capanne.

NOCE COCCO 3Per via delle sue qualità nutrizionali, il frutto è considerato ideale per le diete ricostituenti e nella delicata fase della convalescenza, soprattutto perché, oltre ad essere particolarmente nutriente, è altamente digeribile. Dato che contiene 354 calorie per 100 gr di prodotto, non è consigliabile a chi vuol perdere peso mentre è l’ideale per coloro che desiderano prendere qualche chiletto. L’acqua di cocco, ricca di minerali e vitamine e povera di grassi, stimola il sistema immunitario, favorisce la digestione e rafforza il sistema nervoso, elimina l’aria in eccesso dallo stomaco e le tossine dall’apparato digerente; mentre il latte, ottenuto dalla spremitura della polpa, può essere assunto anche dagli intolleranti al lattosio e da chi vuole migliorare la salute delle proprie ossa, possedendo grandi quantità di acido laurico, una sostanza che si ritrova anche nel latte materno. Le noci di cocco possono essere conservate anche per 4 mesi dall’acquisto, a patto che rimangano chiuse, dopo di che vanno immerse nella loro acqua o in acqua naturale, conservate in un ambiente fresco ed asciutto e consumate al massimo nel giro di quattro giorni.