I mutamenti nel clima dell’Oceano Indiano spinti dal riscaldamento globale minacciano di aumentare la frequenza di eventi meteorologici “devastanti” per gran parte dell’Australia, dell’Indonesia e dell’Africa orientale. Uno studio australiano appena pubblicato sulla rivista Nature mostra che nell’Oceano Indiano si e’ avviato un fenomeno simile al piu’ conosciuto El Niño ricorrente nell’Oceano Pacifico, che puo’ esacerbare le condizioni aride e torride su vaste aree terrestri. Lo studio dell’Ente nazionale di ricerca Csiro mostra che le temperature sulla superficie marina tropicale nell’Oceano Indiano orientale stanno diventato piu’ fresche rispetto a quelle a ovest. Conosciute come Indian Ocean Dipole (IOD) positive, tali condizioni tipicamente comportano una minore convezione a nord-ovest dell’Australia con precipitazioni ridotte in inverno e in primavera nell’Australia sudorientale e centrale. L’Indonesia tende a subire siccita’ e incendi boschivi, mentre l’Africa orientale e’ colpita da inondazioni. La ricerca ha utilizzato 23 modelli climatici e ha ipotizzato che le emissioni di gas serra continuino nella presente traiettoria. Il ricercatore di scienze marine e atmosferiche Wenju Cai scrive che le condizioni estreme IOD positive, legate alla siccita’ in Australia, si triplicheranno da una volta ogni 17,3 anni durante il 20/mo secolo a una volta ogni 6,3 anni nel 21/mo. “Quelli che finora sono stati eventi moderati diventeranno piu’ estremi”, aggiunge. Durante una fase IOD positiva le temperature sotto la superficie dell’acqua attorno a Sumatra si rinfrescano mentre i venti dall’est si rafforzano e spingono l’acqua calda in superficie attraverso l’oceano verso l’Africa orientale tropicale. Attorno all’oceano piu’ fresco la convezione si riduce causando una diminuzione delle piogge, cui spesso seguono siccita’ e incendi. E la maggiore concentrazione di CO2 nell’atmosfera causa venti piu’ forti dall’est lungo l’Oceano Indiano equatoriale, spiega Cai.
Oceano Indiano: fenomeno simile a El Niño porta a siccità


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