Oklahoma, scossa di magnitudo 4.1 poche ore fa: la preoccupazione della popolazione e i dubbi sul fracking

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oklahomaL’ennesima scossa di terremoto ha colpito l’Oklahoma, stato centro meridionale degli Stati Uniti, poche ore fa, quando negli USA era sera. Ha avuto magnitudo 4.1 ed è avvenuto nei pressi di Medford, ad una profondità di circa 5 km. Un altro sisma era stato registrato poche ore prima ad oltre 150 km di distanza, nei pressi di Langston (magnitudo 3.9), ed altri più lievi erano avvenuti in altre aree dello Stato americano. Si tratta solo degli ultimi terremoti in ordine di tempo di una lunga serie iniziata pochi anni fa. Nel 2014 la sequenza sismica in atto in Oklahoma ha avuto una ulteriore impennata nella frequenza degli eventi sismici rispetto al 2012 e 2013, e le scosse più forti (come quella avvenuta poche ore fa vicino Medford) stanno facendo aumentare la preoccupazione dei cittadini. Anche perché le abitazioni iniziano a registrare danni.

Centinaia di cittadini dell'Oklahoma riuniti nella Hall di Edmond per avere risposte sull'enorme numero di terremoti che negli ultimi anni sta interessando la regione
Centinaia di cittadini dell’Oklahoma riuniti nella Hall di Edmond per avere risposte sull’enorme numero di terremoti che negli ultimi anni sta interessando la regione

Proprio due sere fa si è tenuto ad Edmond un incontro pubblico che ha visto riunite centinaia di persone in una grande sala comunale. Durante l’incontro, nel quale erano presenti anche sismologi, i cittadini hanno espresso tutte le loro perplessità e preoccupazioni su un fenomeno che prima del 2011 non esisteva. L’Oklahoma aveva una media di 1,5 terremoti di magnitudo uguale o superiore a 3.0 all’anno prima del 2008, ora ne vengono registrati centinaia, con un tasso in continuo incremento (da gennaio sono stati 231 quelli con magnitudo superiore a 3.0, più di quanto non sia avvenuto nelle regioni occidentali storicamente considerate altamente sismiche). Non vi erano testimonianze di terremoti da decenni, ed ora improvvisamente essi sono diventati un fenomeno quotidiano.

A riguardo sono stati fatti approfondimenti e studi, e l’Oklahoma è passato dall’essere uno Stato in cui il Servizio Sismico contava un solo dipendente (non vi era motivo di installare sismografi qui) all’essere il secondo Stato americano con più scosse dopo la California. California che, ricordiamolo, si trova lungo il margine tettonico fra placca Nord Americana e Pacifica, mentre l’Oklahoma si trova a migliaia di chilometri da qualsiasi margine di placca e manifestazione vulcanica. Due aree geologicamente del tutto diverse.

la-na-g-oklahoma-quakeswebUn rapporto del 2011 realizzato dall’Oklahoma Geological Survey ha per la prima volta ipotizzato che l’importante incremento di scosse nella regione possa esser legato all’attività estrattiva di idrocarburi denominata in inglese “fracking (fratturazione idraulica). Da allora diversi geologi hanno affermato che c’è un’alta probabilità che questa tecnica estrattiva abbia aumentato il numero delle scosse mobilizzando faglie locali già potenzialmente in grado di produrre terremoti. Allo stato attuale però non esiste certezza su questa correlazione (o meglio, non esiste una voce univoca della comunità scientifica a riguardo), ed i forti interessi economici in gioco (gli USA hanno aumentato enormemente la loro indipendenza energetica da quando viene praticato il fracking) fanno sì che i cittadini dell’Oklahoma restino in balia delle scosse senza ricevere risposte certe, mentre le estrazioni proseguono.

La loro preoccupazione cresce insieme alla frustrazione per non ricevere risposte certe e soprattutto rassicurazioni credibili sulla loro sicurezza. Ne frattempo le scosse continuano e con esse aumentano i piccoli danni alle abitazioni, che nella zona non sono costruite con criteri anti-sismici, in virtù del fatto che l’Oklahoma fino a pochi anni ignorava quasi completamente cosa fosse un terremoto.