La risicoltura piemontese e’ a rischio “se non si sbloccano i livelli del lago Maggiore”. La Coldiretti regionale condivide l’appello dell’omologa organizzazione agricola lombarda dopo che il ministero dell’Ambiente ha deciso “di fermare ad appena un metro sopra lo zero idrometrico l’altezza del bacino che rifornisce di acqua il Ticino, il Canale Villoresi, il Naviglio Grande e buona parte della rete irrigua di Varese, Milano, Lodi, Pavia, l’est Sesia e i canali irrigui principali della fascia orientale piemontese”. La Coldiretti piemontese fa notare che “negli ultimi anni, il livello del lago Maggiore e’ stato tenuto in via sperimentale fra il metro e 20 centimetri e il metro e mezzo per garantire sia la rete irrigua che la navigabilita’ e la decisione del Ministero mette una serie ipoteca per le prossime settimane estive, anche in presenza di una piovosita’ normale”. I dati inviati dal Consorzio del Ticino al Ministero dell’Ambiente “confermano la nostra preoccupazione – aggiunge il direttore della Coldiretti Antonio De Concilio: nel 2013 c’erano 9,7 metri di altezza del manto nevoso, un metro e 38 centimetri di livello del lago Maggiore e 50 milioni di metri cubi di acqua nei bacini idroelettrici del Toce, mentre adesso il manto nevoso e’ sceso a 3,98 metri e l’invaso totale nei bacini a 38,7 milioni di metri cubi”.
Piemonte: risaie a rischio se non si sblocca il livello del lago


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