Previsioni Meteo: verso una forte ondata di caldo a fine mese, attesi i primi +40°C della stagione

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Rafravn1802Come avevamo già da giorni prognosticato, analizzando l’evoluzione meteo/climatica lungo il continente africano, crescono sempre più le quotazioni per l’arrivo di una intensa ondata di calore sul finire del mese, in grado di coinvolgere gran parte delle nostre regioni, facendo schizzare i termometri oltre il muro dei +38°C +40°C. Dopo la fase fresca e molto instabile di questi giorni, condita dai tanti temporali di calore (e non solo), l’ultima decade di Giugno potrebbe essere contraddistinta dal ritorno dell’opprimente promontorio anticiclonico sub-tropicale algerino, che potrebbe aprire una nuova e prolungata fase di tempo stabile, soleggiato e piuttosto caldo, con temperature pronte a spingersi nuovamente su valori decisamente superiori rispetto alle norme stagionali. Come abbiamo avuto modo di analizzare in un precedente editoriale, l’avanzata dell’opprimente anticiclone africano, in direzione delle latitudini euro-mediterranee, sarà agevolata dal temporaneo rinforzo del flusso dell’umido “Monsone di Guinea” (altro non è che l’Aliseo di SE che giunto in prossimità delle coste dell’Africa occidentale viene deviato verso destra dalle depressioni termiche che si formano sull’Africa centrale e il Sahel) che ha trasportato masse d’aria piuttosto umide fino al settore meridionale della regione saheliana, dove è appena iniziata la stagione delle piogge “zenitali”.

2014060712H018_SP00_500Il temporaneo rafforzamento dell’umido flusso del “Monsone di Guinea” è stato incentivato dallo sviluppo di una profonda depressione termica, minimo poco sopra i 1000 hpa, sopra il Sahel occidentale, tra il sud del Niger, il Mali e il Burkina Faso. Tale bassa pressione di natura termica, attiva nei bassi strati della troposfera a seguito dell’intenso calore rilasciato dai terreni arroventati, ha aspirato verso nord l’aria umida e instabile preesistente davanti le coste degli stati che si affacciano sul golfo di Guinea, spingendola ulteriormente verso nord, sui “roventi” territori dell’Africa sub-sahariana, dove i primi impulsi umidi da Sud-Sud/Ovest hanno fatto scoppiare imponenti sistemi temporaleschi a mesoscala, responsabili di vere e proprie tempeste elettriche che da giorni affliggono il sud del Ciad e del Niger, assieme al Burkina Faso, nord della Nigeria e Mali meridionale. Proprio grazie all’impulso dei venti da O-SO e SO l’ITCZ ha mantenuto una posizione un po’ più elevata rispetto la media stagionale. Questa significativa espansione di latitudine degli umidi venti monsonici di Guinea sta costringendo i caldi e secchi venti da E-NE e NE (“Harmattan“, corrispondente all’Aliseo di NE sul Sahara), prevalenti su tutto il deserto del Sahara, ad arretrare verso nord, spirando piuttosto tesi fra il deserto libico meridionale, l’area montuosa dell’Ahaggar e l’entroterra desertico algerino e del Marocco meridionale fino al Sahara occidentale e alla Mauritania.

L’approfondimento della depressione saheliana, a carattere termico, in questi giorni è stata la principale responsabile del temporaneo rinforzo dell’umido Monsone di Guinea, il quale rafforzandosi ha fatto impennare la linea dell’ITCZ ulteriormente verso l’alto sull’Africa occidentale, rinvigorendo la Cella di Hadley e spingendo a sua volta il promontorio anticiclonico algerino (una costola dell’anticiclone dinamico sub-tropicale sahariano) nel cuore del Mediterraneo. In più gli umidi venti da SO e O-SO sono arrivati fino al nord del Mali e del Niger. Il massimo avanzamento verso nord si è verificato proprio in prossimità del Niger occidentale e del Mali meridionale, specie in quest’ultimo dove abbiamo avuto una più alta concentrazione dell’attività temporalesca in questi ultimi giorni. Lungo il fronte dell’Africa orientale invece l’avanzamento verso nord dell’ITCZ è stato nettamente arrestato dalla persistente ventilazione dai quadranti settentrionali che tuttora domina incontrastata sopra le aride regioni desertiche del Ciad e Sudan settentrionale, compresa l’area del mar Rosso, dove regna il grande caldo torrido.

p10_itcz_jul2L’afflusso, sempre più deciso, di aria umida dal golfo di Guinea fino alle regioni della fascia sub-sahariana, determinerà una netta intensificazione dell’attività temporalesca, in particolare fra Mali, Niger, Burkina Faso, nord della Nigeria e sud del Ciad, con la formazione di quei vasti sistemi convettivi multicellulari, del tipo “Multicelle” o veri e propri “Clusters”, che apporteranno forti rovesci di pioggia con fulminazioni a fondoscala e colpi di vento, mettendo le basi per la costruzione delle famose “tropical waves” che avanzano sull’Atlantico tropicale, in direzione delle coste venezuelane e dei Caraibi meridionali. Il rafforzamento dell’attività convettiva lungo il Sahel, poco più a nord, dovrebbe incentivare la costruzione di robusti promontori anticiclonici sub-tropicali sul Sahara (anticiclone sahariano) per le notevoli “Subsidenze atmosferiche” (intense correnti discendenti) che si verrà a creare tra il nord dell’Algeria, il deserto libico e l’Egitto, a nord dell’area ove agisce l’ITCZ. Questo progressivo spostamento a nord del “fronte di convergenza intertropicale” determinerà importanti ripercussioni bariche anche lungo il bacino del Mediterraneo. Difatti, il progressivo rinvigorimento dell’attività convettiva sul Sahel e Africa centrale non farà altro che rafforzare la cellula anticiclonica algerina, ben alimentata al suo interno dalle masse d’aria calde e secca che stazionano sopra il Sahara algerino, a tutte le quote della troposfera (regime di bassa pressione termica al suolo e alta pressione dinamica in quota).

caldo1Pertanto il promontorio anticiclonico algerino, dalla terza decade di Giugno, rischia nuovamente di protrarsi con i propri elementi più settentrionali sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo, accompagnato da geopotenziali elevati in quota e forti “Subsidenze” che contribuiranno a far impennare le temperature, a seguito della “compressione adiabatica” delle stesse masse d’aria. Inglobando buona parte del bacino del Mediterraneo centro-occidentale, inclusa l’Italia, la figura anticiclonica di origine nord-africana, stabilizzando i geopotenziale in quota aprirà una nuova fase di stabilità e caldo, nel corso dell’ultima decade. Questa nuova fase climatica stabile e soleggiata risulterà più duratura, imprimendo una marcia spedita alla stagione estiva, mentre le temperature si spingeranno nuovamente su valori ampiamente sopra la media su gran parte delle nostre regioni, dove il caldo tornerà a riaffermarsi con una certa enfasi, per via dell’azione combinata dell’apporto di aria sempre più calda in quota, di matrice sub-tropicale continentale dall’entroterra desertico algerino, che si sommerà all’intensa insolazione diurna (che surriscalda per bene i terreni) e alle “Subsidenze atmosferiche” che caratterizzano il regime anticiclonico sub-tropicale.