La prossima Settimana del Pianeta Terra – L’intervento del DSFTA dell’’Università di Siena

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LOGO-SETTIMANA-PIANETA-TERRA-copia_LDal 12 al 19 ottobre 2014 si svolgerà la nuova edizione della “Settimana del Pianeta Terra”, un’interessante iniziativa, definita anche come “L’Italia alla scoperta delle Geoscienze”, che tocca i diversi ambiti in cui le Scienze della Terra influenzano stili di vita e costituiscono le fondamenta su cui costruire uno sviluppo sostenibile (energia e risorse, acqua, suolo, aria, clima, ecc.). La Settimana si svilupperà attraverso una serie di manifestazioni, dette “GeoEventi”, che si svolgeranno in tutta Italia: escursioni, conferenze, esposizioni, mostre, visite museali, ecc.

terremotos-europa-espanaTra gli scopi dell’iniziativa risulta fondamentale il tentativo di aumentare la visibilità delle geoscienze nonché la volontà di sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo strategico delle Scienze della Terra per il futuro e la sicurezza del nostro territorio. In questo importante ambito si inserisce anche il previsto intervento del Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Siena che, in prima approssimazione, può essere sintetizzato qui di seguito.

I terremoti sono una naturale conseguenza delle deformazioni che stanno lentamente trasformando la Terra. Ogni volta che in una parte della crosta terrestre la resistenza delle rocce viene superata dagli sforzi prodotti dai processi tettonici, si verifica una frattura che libera energia sismica e può causare danni agli edifici della zona coinvolta. In questo contesto deterministico, la distribuzione delle scosse forti nel tempo e nello spazio non è casuale, ma è strettamente connessa con  lo sviluppo dei processi tettonici contingenti. In particolare, gli studi effettuati dal gruppo di ricerca dell’Università di Siena hanno messo in evidenza che la distribuzione delle scosse nelle zone periadriatiche può essere plausibilmente spiegate come effetti dell’evoluzione tettonica e cinematica delle placche presenti in questa zona. L’analisi più recente, effettuata per conto della Protezione Civile, ha portato ad identificare alcune parti della catena appenninica come più esposte ai prossimi terremoti forti  (magnitudo superiore a 5.5).

mappa--cartina-sismica-sismicità-italia-sardegna-2010-ingvQuesto tipo di informazione non ha niente a che fare con la previsione a breve termine dei terremoti, perché non vengono fornite informazioni sui tempi di occorrenza delle scosse attese e quindi non sono previsti  allarmi di nessun tipo. L’utilità per la difesa dai terremoti in Italia consiste nel fatto che le priorità emerse da questo tipo di indagine possono essere utilizzate per concentrare in zone limitate gli interventi di prevenzione, aggirando il grave problema che non esistono attualmente risorse sufficienti per mettere in sicurezza in tempi brevi l’intero patrimonio edilizio nazionale nelle zone ad elevata pericolosità. Una sintesi delle evidenze attualmente disponibili su questo problema sono riportate da diversi articoli apparsi sul sito MeteoWeb mentre una descrizione dettagliata delle conoscenze finora acquisite su questo problema è riportata in varie pubblicazioni scientifiche.

Nell’intervento previsto per la “Settimana del Pianeta Terra” verranno descritte in modo sintetico le principali caratteristiche del quadro tettonico attuale nell’area in esame e della sua connessione con la distribuzione dei terremoti più intensi che hanno colpito questa zona dall’anno 1000. L’obiettivo principale del seminario previsto è spiegare in modo semplice come sia possibile usare le informazioni attualmente disponibili per cercare di capire il percorso più probabile dei prossimi terremoti forti in Italia.