Quando le nuvole si studiano al computer: il supercalcolatore CURIE a Parigi

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2138274409Se ci è capitato almeno una volta di guardare un cielo nel quale cominciano a profilarsi nubi più o meno minacciose, abbiamo avuto una dimostrazione visiva di come agiscono i processi di mescolamento turbolento che determinano la formazione delle nuvole di vapore acqueo. Si tratta di fenomeni fisici difficilmente studiabili, perché avvengono in atmosfera a grandi altezze, quindi per studiarli in modo più approfondito oggi la strada più efficace è quella di riprodurli grazie ad una simulazione al calcolatore. Proprio in questo modo, una recente ricerca del gruppo Philofluid del DIMEAS del Politecnico di Torino ha svelato  i segreti dei fenomeni fluidodinamici di piccola scala legati ai processi di mescolamento turbolento nella formazione delle nubi, in particolare negli stratocumuli, come il trasporto di vapore acqueo ed il modo in cui le fluttuazioni di energia cinetica e temperatura interagiscono sulla frontiera delle nubi.

Il progetto è stato segnalato da PRACE –  Partnership for Advanced Computing in Europe  (Associazione che raggruppa  i principali centri di supercalcolo europei e ha l’obiettivo di  consentire ai ricercatori l’accesso ai più avanzati sistemi di calcolo) come ‘success-story’ ed inserita  nel suo annual report 2013 pubblicato a maggio 2014 assieme ad altri sette progetti internazionali scelti tra i 103 condotti tra il 2010 ed il 2012.

Il supercomputer CURIE,  installato a Parigi, ha ospitato da maggio 2012 a maggio 2013 circa 3.000.000 di ore di calcolo (equivalenti a 340 anni di calcolo su una macchina singola) per il progetto interdisciplinare di studio delle turbolenze del gruppo coordinato da Daniela Tordella, docente di Fluidodinamica e composto da Michele Iovieno e Stefania Scarsoglio.

Il progetto ha anche coinvolto dottorandi e tesisti, permettendo loro di entrare a contatto con l’impiego di risorse di supercalcolo di altissimo livello: un grande asset in più per questi studenti, direttamente spendibile sul mercato del lavoro, dal momento che anche l’industria sta iniziando ad usare intensamente questo tipo di macchine di super-calcolo ed è alla ricerca di professionalità che possiedano queste competenze, come dimostra l’interesse già manifestato da multinazionali come Safran e Novartis.