Una via alternativa all’impiego degli animali da laboratorio esiste e passa dall’evoluzione dei metodi in silico. Se ne discute all’IRCCS-Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano dove fino al 20 giugno sono attesi ricercatori da tutto il mondo per un convegno sui metodi in silico, al computer, chiamato QSAR 2014. I ricercatori faranno il punto sulle nuove vie per comprendere sempre meglio gli effetti delle sostanze chimiche, le loro proprietà tossicologiche e ambientali, quali nuovi metodi sono stati sviluppati e come sia possibile applicarli concretamente. “L’Istituto Mario Negri – spiega Emilio Benfenati, capo del laboratorio di Chimica e Tossicologia dell’Ambiente – vanta un primato nel conseguimento di progetti di ricerca europei sui metodi in silico”. “Tutto questo – sostiene Silvio Garattini, direttore dell’IRCCS-Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’ – dimostra nei fatti l’impegno del nostro Istituto per ampliare i metodi che concorrono a ridurre il numero di animali utilizzati nella ricerca biomedica, cercando, al contempo, di dare soluzione ai problemi che riguardano la salute e l’ambiente. Ad oggi sono stati fatti passi significativi in quella direzione. Gli animali utilizzati ogni anno nel nostro stabulario sono passati dagli oltre 120.000 di qualche decennio fa, a meno di 15.000. Noi siamo determinati a sostenere lo sviluppo di questo ambito di ricerca, al fine di ridurre ulteriormente il numero di animali utilizzati nei singoli progetti di ricerca. Al momento, tuttavia, non esistono metodi alternativi, al computer o con le cellule, nella ricerca di nuove terapie, capaci di dare le risposte di efficacia e di sicurezza che il modello animale, pur nei suoi limiti, è in grado di assicurare”.
Ricerca: si apre la discussione sull’alternativa agli animali da laboratorio


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