Ricerca: svelato il DNA degli antenati degli agrumi moderni

AGRUMI - CopiaOltre 5 milioni di anni fa due antiche specie selvatiche di agrumi originarie del Sud-est asiatico hanno intrapreso strade evolutive diverse. E’ ciò che  rivela l’analisi del DNA di 8 specie di agrumi moderni compiuta dall’International Citrus Genome Consortium, il gruppo internazionale di ricerca che vede l’Italia in prima fila (grazie al progetto Citromics finanziato dal Ministero delle Risorse Agricole e Forestali) con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’Istituto di Genomica Applicata di Udine e il CRA-Centro di Ricerca per l’Agrumicoltura e le Colture Mediterranee di Acireale. Grazie alle nuove tecnologie di sequenziamento ad alta processività, i ricercatori hanno ricostruito come un numero limitato di specie ancestrali selvatiche (pomelo ‘Citrus maxima’ e mandarino ‘Citrus reticolata’) abbia dato vita alle specie oggi più diffuse grazie ad una serie di incroci.

Un esempio è quello dell’arancio dolce e di quello amaro: entrambe le specie derivano da mandarino e pomelo, ma mentre l’arancio amaro è un ibrido semplice nato da pomelo e mandarino, l’arancio dolce è il risultato di un incrocio più complesso, nel quale prima il pomelo è stato incrociato con un mandarino, poi la pianta risultante è stata incrociata con pomelo ed infine ancora con il mandarino. ”L’analisi della diversità genetica presente fra specie e varietà di Citrus ha consentito di ricostruire la storia evolutiva e l’impatto dei processi di addomesticamento e di selezione portati avanti dall’uomo”, spiega Michele Morgante, direttore scientifico dell’Istituto di Genomica Applicata e professore di genetica presso l’Università di Udine. ”Nonostante le dimensioni relativamente compatte almeno il 45% del genoma di Citrus è costituito da sequenze ripetute. Il nostro contributo a questa importante ricerca si è concentrato sull’identificazione e sulla caratterizzazione di queste sequenze,” aggiunge Andrea Zuccolo, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. ”Ora con approcci simili potremo analizzare il contributo della terza specie ancestrale, il cedro, e l’origine delle specie da essa derivate, come limone, bergamotto, chinotto, lima e limetta, di grande importanza per l’agrumicoltura italiana,” conclude Giuseppe Reforgiato Recupero, del CRA-ACM di Acireale.