Il rovente flusso sahariana invade il Mediterraneo centrale, una vasta nuvola di polvere desertica accompagna l’ingresso dell’ondata di calore

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06Il caldo e secco flusso sahariano, che sta per invadere il settore più meridionale del bacino centrale del mar Mediterraneo, sta portando con se anche ingenti quantità di polvere e pulviscolo desertico in quota, provenienti dall’entroterra desertico algerino orientale e dal sud della Libia. In modo particolare dall’area dell’hamada di Tinchert e dalla regione dei grandi Erg (dune di sabbia) orientali, li dove è nata l’ondata di calore che si appresta ad interessare le nostre regioni più meridionali.  Queste nuvole di pulviscolo desertico, ormai sollevate fino alla media troposfera (sopra i 5000-6000) e agganciate dall’alito sahariano da S-SO che domina in alta quota, dopo aver sorvolato il Canale di Sardegna e il Canale di Sicilia, hanno in parte offuscato la coltre celeste della Sicilia e della Calabria meridionale, dove iniziano a presentarsi le prime importanti velature che rendono i cieli lattiginosi.

La polvere sahariana invade la Sicilia e le regioni più meridionali
La polvere sahariana invade la Sicilia e le regioni più meridionali

Queste microscopiche particelle di pulviscolo desertico, durante il tramonto, ci regaleranno degli scenari davvero unici e suggestivi, tipici di un  paesaggio sahariano. Generalmente si tratta di particelle di polvere microscopiche, ma ben addensate fra loro e per questo capaci di arrossare i cieli e le nuvole, specie nelle ore che precedono l’alba o il tramonto, quando i contrasti cromatici diventano molto intensi. Nel corso della prossima serata queste nuvole di polvere, risalendo verso est-nord/est, si estenderanno fino al nord della Calabria, la Campania meridionale, parte della Basilicata e la Puglia, velando i cieli in modo pesante sopra queste regioni. Lo sviluppo delle nubi di polvere, generalmente, va attribuita all’avvezione di vorticità positiva che si viene ad originare sul versante meridionale dell’Atlante Telliano, quando masse d’aria più fresche e umide, di origini oceaniche, penetrano sull’entroterra desertico maghrebino. Essa produce intense correnti ascensionali capaci di aspirare ingenti quantità di polvere e pulviscolo dall’entroterra desertico algerino, alcune volta persino dal deserto libico e cirenaico. Spesso queste “nuvole di polvere”, muovendosi verso nord in direzione del Mediterraneo, invadono i nostri cieli dando alla coltre celeste quell’aspetto fosco e rossastro. Se accompagnate alle precipitazioni il loro effetto è ancora più visibile visto che aggregandosi agli altri nuclei di condensazione, già presenti all’interno delle nubi, raggiungono il suolo sotto forma di gocce di pioggia sporche, che ricoprono di fanghiglia ogni oggetto ubicato all’aperto. Ma in questo caso, invece, le nuvole di polvere che interessano il Mediterraneo centrale e le nostre regioni più meridionali vengono sollevate dai sostenuti venti orientali che spazzano tutta l’area del Sahara, sul settore a nord della linea dell’ITCZ (“fronte di convergenza intertropicale”) attestata sull’Africa sub-sahariana, fra il sud del Mali e il Niger meridionale.

08In genere queste particelle di polvere, molto leggere e sottili, una volta agganciate dalle correnti ascensionali che si originano nell’area poco a nord dell’ITCZ (dove l’attività convettiva è molto forte), tendono a salire di quota aggirando dal bordo meridionale e occidentale il possente anticiclone sub-tropicale libico-algerino, che in questo periodo dell’anno dispone i propri massimi barici al suolo ed in quota sull’entroterra desertico algerino, a sud della catena montuosa dell‘Atlante. Quando il promontorio anticiclonico nord-africano si protende sul mar Mediterraneo queste nuvole di pulviscolo risalgono dal suo bordo occidentale per raggiungere la Spagna, il “mare Nostrum”, l’Italia o la Grecia. Il loro passaggio in quota di solito contribuisce a velare pesantemente i cieli o a dargli quell’aspetto lattiginoso da tutti osservato durante le tradizionali ondate di calore.

SabbiaCina02Va anche detto che le nuvole di pulviscolo che interessano il Mediterraneo e l’Europa meridionale non hanno nulla a che vedere, come estensione e durata, con quelle ciclicamente espulse dai venti di “Harmattan” (il corrispondente dell’Aliseo di NE sopra l’area sahariana ed il Sahel), dal Sahara occidentale verso l’oceano Atlantico, dove ogni anno vanno a depositarsi ingentissimi quantitativi di polvere desertica. Basti pensare che nel mese di Giugno del 2007 dai deserti del Sahara occidentale era stata espulsa una enorme nuvola di polvere che è stata in grado di offuscare i cieli sopra l’Atlantico tropicale per svariati giorni, contribuendo a raffreddare le acque superficiali oceaniche, con un conseguente rallentamento dell’attività degli uragani.