Salute: un fascio di luce telecomanda a distanza i muscoli degli arti

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fascioUn fascio di luce proiettato sul midollo spinale consente di ‘telecomandare’ a distanza i muscoli degli arti, arrivando addirittura a paralizzarli in maniera reversibile: questo grazie ad una tecnica innovativa, chiamata ‘optogenetica’, che unisce l’uso della luce alla manipolazione genetica. Lo dimostra per la prima volta un esperimento condotto sui topi dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, guidati dal neuroscienziato italiano Emilio Bizzi: accademico dei Lincei e membro dell’Accademia americana delle arti e delle scienze, è stato premiato nel 2005 dal Presidente della Repubblica con la medaglia d’oro per i contributi scientifici. L’esperimento, pubblicato sulla rivista Plos One, è stato messo a punto dal gruppo di Bizzi per studiare meglio i neuroni inibitori del midollo spinale: il loro compito è quello di sopprimere la contrazione dei muscoli al bisogno, in modo da favorire l’equilibrio e la coordinazione dei movimenti. Per poter comandare questi neuroni a distanza, i ricercatori li hanno modificati geneticamente, inserendo al loro interno una proteina fotosensibile (la rodopsina) che ‘accende’ le cellule nervose quando viene colpita dalla luce. E’ bastato dunque proiettare un fascio di luce blu su una piccola porzione del midollo al livello del torace dei topi per arrivare a paralizzare gli arti posteriori in maniera reversibile. Questo effetto dimostra che i neuroni inibitori all’altezza del torace sono capaci di trasmettere l’inibizione fino alla fine del midollo spinale. La loro attivazione non compromette i normali riflessi né la sensibilità degli arti, perché non inibisce la trasmissione delle informazioni sensoriali che viaggiano dagli arti fino al cervello.