Da David Beckham a Ronaldo, da David Batty a Javier Zanetti, sono innumerevoli gli atleti che hanno rallentato o addirittura interrotto le loro carriere proprio per il ‘crack’ ad uno dei grandi tendini del corpo: la cuffia dei rotatori, l’epicondilo laterale, il tendine d’Achille. “Lesioni che potrebbero essere causate da malattie metaboliche come il diabete”, afferma Nicola Maffulli, ordinario acoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Salerno, tra i relatori del forum ‘Metabolic diseases and tendinopathies: the missing link’organizzato dalla Fondazione Ibsa per la ricerca scientifica all’Università della Svizzera italiana di Lugano. Anche il Mondiale di calcio in Brasile è stato privato di molti calciatori per problemi ai tendini, ad iniziare dal centravanti del Belgio Christian Benteke. “Già quasi un secolo fa – aggiunge Maffulli – qualcuno aveva ipotizzato che potesse esserci qualcosa che rendeva i pazienti diabetici a maggior rischio di soffrire di dolori nella cuffia dei rotatori. Oggi alcune ricerche scientifiche hanno evidenziato come effettivamente vi sia una dimostrata associazione fra problemi metabolici e problemi tendinei”. Proprio per stimolare i ricercatori ad indagare meglio le relazioni tra le patologie metaboliche (spesso non facilmente diagnosticabili) e le alterazioni della matrice extracellulare o delle cellule stesse in un tendine patologico, la Fondazione Ibsa per la ricerca scientifica ha organizzato il forum ‘Metabolic diseases and tendinopathies: the missing link’. Sono state circa 200 tra ricercatori, studenti universitari e medici specialistici, le persone che hanno avuto la possibilità di tracciare lo stato dell’arte sulla correlazione tra malattie metaboliche e tendinopatie. “Nonostante una serie di ipotesi, vi sono tuttora innumerevoli fattori totalmente sconosciuti che agiscono sui tendini – osserva Maffulli – recentemente, si è parlato molto della genetica delle tendinopatie: non vi è dubbio che alcuni di noi hanno ereditato geni, o varianti di geni, che predispongono a tali affezioni, ma la grande prevalenza di malattie e disordini metabolici ci ha indotto, negli ultimi anni, a studiare le possibili connessioni fra problemi metabolici e malattie del sistema muscoloscheletrico. Un nuovo orizzonte di ricerca – suggerisce – si è aperto ai nostri occhi e abbiamo dimostrato come alterazioni subcliniche del metabolismo dei glicidi e dei lipidi si possano estrinsecare in affezioni tendinee”. ”Oltre a tutti gli interessanti argomenti che sono stati toccati dagli esperti – precisa Francesco Oliva, vice-presidente dell’ ‘Italian Society of Muscles Ligaments & Tendons’ (Ismult)- il nostro gruppo di ricerca ha presentato in anteprima mondiale i risultati delle ricerche degli ultimi due anni sulle relazioni cliniche e di scienza di base tra le patologie tiroidee e le rotture della cuffia dei rotatori. Su 1.000 pazienti operati per rottura di cuffia dei rotatori abbiamo riscontrato nelle donne una percentuale di associazione con patologia tiroidea di oltre il 50%. “Inoltre – continua Oliva – studiando i tenociti umani in vitro, abbiamo riscontrato che, sotto stimolo degli ormoni tiroidei insieme con vitamina C, queste cellule producono molto più collagene di tipo I rispetto ai controlli, che rappresenta la struttura proteica essenziale dei tendini sani. Queste ricerche – conclude – potrebbero aprire nuove speranze di conoscenza delle patologie tendinee e nuove alternative terapeutiche”.
Salute, gli esperti: “crack dei tendini potrebbe essere causato dal diabete”


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