Salute: Novartis collaborerà a progetti per ridurre i casi di lebbra

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LEBBRA_CURA_-_MISSIONILa Fondazione Novartis per lo Sviluppo Sostenibile e Netherlands Leprosy Relief (NLR) hanno avviato una collaborazione, al fianco dei programmi nazionali per la lotta alla lebbra e agli altri partner della Federazione internazionale delle Associazioni anti-lebbra (ILEP), per interrompere la trasmissione di questa patologia negletta. Nei centri pilota di numerosi paesi di Asia, Africa e America Latina, questa collaborazione mira a introdurre misure di profilassi per le persone a contatto con pazienti di nuova diagnosi, al fine di ridurre il rischio che sviluppino la lebbra. La collaborazione al progetto LPEP (Profilassi lebbra post-esposizione) si focalizza sulle persone che hanno contatti con pazienti di nuova diagnosi; ha l’obiettivo di fornire evidenze scientifiche relative all’impatto che la profilassi post esposizione ha sulle percentuali di casi di lebbra riscontrati e a dimostrare la fattibilita’, l’accettazione e le implicazioni in termini di costi della chemioprofilassi, come strategia per interrompere la trasmissione della lebbra. “Per ridurre ulteriormente il numero di nuovi casi, dobbiamo considerare ogni nuovo paziente come un evento unico”, ha dichiarato Anne Aerts, Direttore della Fondazione Novartis per lo Sviluppo Sostenibile. “Possiamo sperare di ridurre la trasmissione della lebbra – ha aggiunto – grazie ad un approccio maggiormente proattivo e ad un esame piu’ attento delle persone con cui e’ in contatto ogni paziente di nuova diagnosi, unitamente ad una terapia preventiva”. Il trattamento preventivo delle persone a contatto con i pazienti di nuova diagnosi fa parte della nuova strategia per contrastare la lebbra, annunciata, sul finire dell’anno scorso, dalla Fondazione Novartis. La strategia punta a eliminare definitivamente la malattia a livello globale, spostando il focus sull’interruzione della trasmissione della lebbra. Il modo per ridurre la trasmissione della lebbra, secondo quanto definito da un gruppo composto da alcuni dei massimi esperti, consiste in: diagnosi precoce; trattamento tempestivo di tutti i pazienti; rilevazione e profilassi post esposizione per chi e’ a contatto con pazienti di nuova diagnosi; sviluppo di nuovi dispositivi diagnostici; rigida sorveglianza epidemiologica e monitoraggio costante dei risultati. La ricerca condotta dall’Erasmus MC, University Medical Center Rotterdam, in Olanda, mostra come una singola dose di trattamento profilattico possa ridurre il rischio, per le persone a contatto con pazienti di nuova diagnosi, di sviluppare la malattia nei due anni successivi, in una percentuale che va dal 50 al 60 per cento. “Lavorando nel distretto di Sampang, in Indonesia, abbiamo visto che la chemioprofilassi per proteggere parenti, vicini e compagni di classe dei pazienti a cui viene diagnosticata la lebbra e’ una forma di intervento praticabile e accettata”, ha sottolineato Jan van Berkel, Direttore del NLR. “Ora grazie alla collaborazione con la Fondazione Novartis potremo applicare questo metodo, che rappresenta una svolta, nel maggior numero di paesi possibile”, ha aggiunto.