Pessime notizie per i pendolari: non bastavano i ritardi quotidiani, le soppressioni e il sovraffollamento delle carrozze: ora è assodato che il tragitto casa-lavoro in treno e in metropolitana danneggi, e pesantemente, la pelle. A lanciare l’allarme è la dottoressa Elisabetta Sorbellini, specialista in dermatologia in forza presso lo studio Rinaldi di Milano, sulla base di studi italiani e statunitensi. “L’alta concentrazione di polveri sottili ricche di metalli pesanti presenti nell’aria di una stazione metropolitana e il calore generato dal sovraffollamento dei nostri treni e metropolitane nelle ore di punta – spiega – hanno un notevole impatto sullo stato di benessere generale della persona, non solo per quanto riguarda le vie respiratorie, ma anche nei confronti della pelle”. “Le polveri sottili – aggiunge la dottoressa Sorbellini – si depositano infatti su di essa e la rendono più suscettibile a patologie infiammatorie e allergiche: l’accumulo di tali polveri può portare a un aumento della produzione di radicali liberi nella pelle, con una predisposizione anche a patologie più importanti”. Anche l’alto tasso di stress a cui i pendolari sono quotidianamente soggetti è una causa importante di radicali liberi, e quindi di invecchiamento della pelle, oltre che di altre patologie ben più gravi. Secondo un recente studio pubblicato sull’American Journal of Preventative Medicine, realizzato su un campione di 4.300 persone tra Dallas, Fort Worth e Austin, regioni ad alto tasso di pendolarismo, le persone che vivono a più di 16 chilometri dal luogo di lavoro sono più soggette a malattie, tra cui l’ipertensione e l’obesità”.
Salute: il pendolarismo è un killer della pelle, causa anche l’obesità


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