Un esercito di cinque milioni italiani fa i conti ogni giorno con problemi di incontinenza. Colpa della vescica iperattiva. E’ un disturbo dal forte impatto economico: si spendono oltre 300 milioni di euro all’anno, dal momento che in Italia i farmaci contro l’incontinenza non vengono rimborsati dal SSN. Questo e’ quanto emerso durante il 21esimo Congresso Nazionale dell’Associazioni Urologi Italiani (Auro), in corso a Roma. “Siamo uno dei pochi Paesi europei che presenta questa situazione: con il sostegno della Direzione Generale dei Dispositivi Medici, del servizio farmaceutico e della sicurezza delle cure del Ministero della Salute, ci rivolgiamo all’Agenzia Italiana del Farmaco perche’ questi medicinali vengano collocati in fascia A”, e’ l’appello dell’Auro.
“L’utilizzo dei farmaci gratuiti – hanno dichiarato Giovanni Muto, membro del Consiglio Superiore di Sanita’ e Coordinatore del Comitato Scientifico AURO, e Roberta Gunelli, Unita’ Operativa di Urologia Ospedale di Forli’ – che andrebbe a sostituire l’acquisto dei pannoloni, consentirebbe un importante risparmio per le tasche dei pazienti. Per questo prepareremo un Health Technology Assessment, con cui andremo a stabilire con esattezza il rapporto tra costo/efficacia clinica/risparmio relativamente a questi farmaci”. Incalcolabile, invece, sarebbe il beneficio dal punto di vista psicologico per chi soffre del disturbo, che spesso trova nel pannolino un forte motivo di vergogna e imbarazzo. “La difficolta’ di convivere con questa sintomatologia, soffrendo la perdita di autonomia e di liberta’ – hanno evidenziato Muto e Gunelli – e’ considerato uno dei motivi piu’ rilevanti di riduzione della qualita’ di vita: correre al bagno nel bel mezzo di una riunione o durante una festa, alzarsi continuamente di notte o avere paura di non riuscire a trovare in tempo una toilette sono sensazioni molto familiari per questo esercito di persone, la cui frequenza minzionale e’ superiore di 8 volte nell’arco delle 24 ore rispetto a chi non e’ affetto dal disturbo”. Una soluzione efficace esiste: sono i farmaci che controllano l’urgenza e prevengono l’incontinenza, che non sono pero’ dispensati gratuitamente dal SSN. “L’Italia purtroppo e’ rimasta una delle poche nazioni europee che non ha saputo comprendere l’economicita’ della prescrivibilita’ dei farmaci per l’iperattivita’ vescicale – hanno sottolineato Muto e Gunelli – non considerando il fatto che con l’uso dei farmaci si puo’ arrivare a ridurre l’incontinenza fino al 70 per cento e ottenere un risparmio significativo sull’utilizzo dei pannolini, che compenserebbe in buona parte il costo della terapia farmacologica”. Non e’ piu’ possibile, quindi, rinviare ulteriormente l’applicazione di queste moderne strategie sanitario-assistenziali. “Considerando la vescica iperattiva non solo un entita’ medica, ma una malattia sociale – hanno concludoso Muto e Gunelli – abbiamo il dovere di trovare soluzioni non solo efficaci dal punto di vista clinico, ma anche economicamente vantaggiose”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?