Il priapismo, un’erezione persistente e dolorosa slegata dall’eccitazione e dal rapporto sessuale, “è molto raro, gli specialisti vedono 1-2 casi l’anno. Ma non va sottovalutato perché il vero nemico è il tempo: se continua oltre le 4-6 ore può compromettere l’organo sessuale“. Ad affermarlo all’Adnkronos Salute è Vincenzo Mirone, segretario generale della Società italiana di urologia (Siu). Oltre che dai traumi, il priapismo può essere provocato anche da alcune malattie come l’anemia falciforme, la leucemia, la talassemia e il tumore della prostata e della vescica. Ma, come il recente caso di un uomo di 45 anni che ha denunciato il proprio medico, anche dai medicinali usati contro la disfunzione erettile o per la diagnostica urologica. “E’ fondamentale che lo specialista – spiega Mirone – dopo aver utilizzato questi farmaci, dia al paziente un biglietto con i propri contatti per la reperibilità, perché si deve controllare il decorso della molecola usata. Se non si interviene entro le 4-6 ore dai primi segnali d’allarme può sopraggiunge il priapismo, anche se questa eventualità è molto rara. Io – continua – ho visto pochissimi casi negli ultimi 20 anni”. Nei casi peggiori il sangue coagula dentro l’organo sessuale e i tessuti vanno incontro a necrosi con la formazione di fibromi che fanno perdere elasticità. Il rischio è un’impotenza definitiva. Ma come si interviene quando scatta questa ‘inconsapevole’ erezione prolungata e dolorosa? “Si inserisce – risponde Mirone – un ago piuttosto grande nell’organo e si drena il sangue all’esterno. Altrimenti, si procede attraverso il glande: si crea – precisa l’urologo – una fistola tra il corpo cavernoso e il glande stesso che permette al pene di sgonfiarsi”. L’operazione non richiede anestesia e viene eseguita direttamente al pronto soccorso
Sesso, attenzione al priapismo: un disturbo rarissimo che può compromettere l’organo se rimane in erezione troppo a lungo


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?