Si accende la “fornace” nei deserti del Medio Oriente: in Pakistan Jacobabad supera i +50°C, ma si puntano i primi +51°C

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a2_stIl super caldo ora comincia a fare davvero sul serio sull’area pakistana meridionale. Sovente il muro dei +50°C all’ombra in Iraq, come sul Kuwait, in Arabia Saudita e negli altri paesi che si affacciano sulle coste occidentali del golfo Persico, vedi Pakistan meridionale e India nord-occidentale, si abbatte proprio in questo periodo dell’anno, nel cuore dell’estate boreale, durante il predominio dell’anticiclone sub-tropicale permanente, legato alla circolazione della “Cella di Hadley”, che sposta il proprio baricentro dalla penisola Arabica verso l’area del Medio Oriente e le vaste distese steppiche dell‘Asia centrale. In concomitanza con la risalita verso nord, tra i 25° N e i 35° N, dell’estesa cintura anticiclonica sub-tropicale, annessa alla “Cella di Hadley”, anche il ramo principale della “corrente a getto sub-tropicale” è costretto a transitare a latitudini ancora più elevate, tra l’Europa e l’Asia centro-settentrionale, con un andamento spesso molto ondulato. L’assenza del passaggio del ramo della “corrente a getto sub-tropicale” favorisce una persistenza dei regimi anticiclonico dinamici in quota, con il conseguente accumulo di masse d’aria molto calde e secche, d’estrazione sub-tropicale continentale, sopra le vaste distese desertiche dell’area medio-orientale, fino alla media troposfera che innalzano i geopotenziali su valori elevatissimi (forte stabilità atmosferica che rende i cieli sereni inibendo la nuvolosità).

deserto-del-sahara-1Alla quota di 850 hpa, tra l’area pakistana e i deserti del Medio Oriente, in questo periodo dell’anno si possono osservare isoterme di +32°C +33°C, nei casi più estremi sono evidenti anche termiche di +35°C +36°C semi-permanenti per giorni o settimane. Tutto questo accumulo di calore, fino alla media atmosfera, dopo settimane e mesi di prolungato dominio anticiclonico con aria molto secca, origina un ulteriore surriscaldamento delle masse d’aria presenti nei bassi strati, indotto anche dai fenomeni di “Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti che comprimono l‘aria nei bassi strati, scaldandola e deumidificandola ulteriormente) tipici dei regimi anticiclonici dinamici, ben strutturati nell‘alta troposfera. Se a ciò poi aggiungiamo la continua insolazione diurna su vastissime distese desertiche, vista la totale serenità dei cieli, e la presenza di aria secchissima in prossimità del suolo, è normale poi che i deserti del Medio Oriente si trasformano in autentici forni a cielo aperto, dove diventa veramente difficile sopravvivere se non si è addestrati o abituati a simili condizioni climatiche cosi estreme. Quando la calura soffocante raggiunte picchi cosi estremi è sempre accompagnata da tassi di umidità relativa molto bassi, che possono scendere anche al di sotto della soglia minima del 5 % 4 % nelle ore centrali del giorno (il limite strumentale è del 3 %).

54062995In tali condizioni di caldo “torrido” e feroce diventa veramente difficile riuscire a svolgere qualsiasi tipo di attività umana. Probabilmente solo le popolazioni arabe del Medio Oriente, abituate da secoli a convivere con il clima estremo del deserto, sono maggiormente predisposte a sopportare delle situazioni a dire poco estreme, apportando semplici accorgimenti. Fra questi, quello fondamentale, è di evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata. Nella giornata odierna una temperatura massima di ben +50°C è stata registrata nella città di Jacobabad, dopo i +50.0°C di ieri.  Quella di Jacobabad si tratta della seconda massima consecutiva che sfonda il muro fatidico dei +50°C, rendendo il clima davvero insopportabile, nonostante i tassi dell’umidità relativa molto bassi. Notare come durante il raggiungimento dei +50°C la stessa stazione meteorologica di Jacobabad registrava una pressione barometrica scesa sui 994 hpa. Segno che l’intensa calura accumulata nei bassi strati ha già messo le basi per la nascita della vasta depressione termica fra il Pakistan centro-meridionale ed il nord dell’India, pronti a richiamare verso il sub-continente indiano il flusso dell’umido “Monsone di SO”. Ma oltre ai +50°C di Jacobabad, nei giorni scorsi diverse località del Pakistan centro-meridionale hanno sfondato il muro dei +48°C +49°C, avvicinandosi pericolosamente ai fatidici +50°C all’ombra.

L'area attorno la città di Jacobabad dove oggi si è sfondato il muro dei +50°C
L’area attorno la città di Jacobabad dove oggi si è sfondato il muro dei +50°C

Le località dove si è attivata la “fornace” sono sempre le stesse, quelle penalizzate dall’orografia, spesso ubicate in profonde valli interne o canyon che le proteggono dai principali flussi eolici meridionali che nel periodo estivo che si attivano sul territorio arido e semi-desertico del territorio pakistano. Notevoli sono anche i +49°C di Sibi, che nella giornata di domani, in presenza di una circolazione eolica molto debole o addirittura assente, potrà varcare il muro dei +50°C. Nei prossimi giorni si punterà il muro dei +51°C. Nella parte più settentrionale del paese asiatico, pur tenendo in considerazione il fattore dell’altitudine che va gradualmente a crescere man mano che si procede verso settentrione, la calura fino ad ora è risultata più attenuata a causa della ritardata salita di latitudine del ramo principale della “getto sub-tropicale” che dalla penisola Arabica, attraversando l’Iraq, il nord dell’Iran, l’Afghanistan, scorre sopra il nord del Pakistan, l’altopiano tibetano e il sud della Cina. Il transito del ramo principale del “getto sub-tropicale” sopra il nord del Pakistan impedisce l’avanzata verso latitudini più settentrionali dell’anticiclone sub-tropicale che domina sull’area medio-orientale, l’Iran e il Pakistan meridionale, consentendo uno spostamento verso nord dell’umido flusso monsonico sud-occidentale che comincia a spingere verso le coste dell‘India meridionale e occidentale. In più il transito della “getto sub-tropicale in quota, sopra il bordo settentrionale della grande onda semi/permanente di calore insistente sulla regione indo-pakistana, agevola lo sviluppo dell’attività termoconvettiva sui rilievi del nord dell’Afghanistan, del Pakistan, sull’Himalaya occidentale e sull’altopiano tibetano interno, dove si sviluppano degli annuvolamenti cumuliformi che nelle ore serali e notturne producono delle piogge, rovesci e pure dei temporali, con scariche elettriche.

Flash floods in SheberghanAlcuni di questi temporali hanno causato locali “flash floods” in alcune aree dell’Afghanistan settentrionali, ove si segnalano diversi danni e vittime in seguito alle inondazioni. Nelle ultime settimane diversi temporali di calore hanno interessato pure Islamabad e la città di Lahore fra la serata e le ore notturne. Questi fenomeni sono riusciti in parte ad ammorbidire la calura.