Dopo l’eccezionale nevicata estiva avvenuta la settimana scorsa in Estonia, a quote relativamente pianeggianti, nei giorni scorsi l’affondo di un blocco di aria piuttosto fredda (soprattutto nella media troposfera), in discesa dal mar di Barents, ha prodotto delle sorprendenti nevicate sulle pianure della Russia europea occidentale. Stavolta la neve, mista alla pioggia, viste le temperature di appena +2°C +3°C a quote pianeggianti, è caduta a latitudini molto basse per il periodo estivo nella Russia Europea, in zone dove molto raramente si può osservare la “dama bianca” in questo periodo dell’anno. Le precipitazioni nevose più significative, seppur molto bagnate, si sono verificate nelle aree pianeggianti a nord di Vologda e a sud di Arcangelo, la famosa città affacciata sul mar Bianco.
Ma dei rovesci di neve, misti ad acqua, si sono osservati anche nella zona poco ad est di San Pietroburgo ed in altre località della Carelia, dove le temperature, a seguito dello sfondamento a tutte le quote dell’avvezione fredda in scivolamento dalle latitudini polari, sono precipitate improvvisamente su valori di poco superiori alla soglia dei +0°C +1°C. La massa d’aria, di origine polare marittima, continentalizzata subito dopo il transito sopra la Repubblica di Carelia, affondando verso le latitudini più meridionali ha determinato un notevole abbassamento della quota dello “zero termico” su tutto il settore occidentale della Russia europea, che si è portato attorno i 300-400 metri di altezza. Questo significativo crollo della quota dello “zero termico” sull’ovest della Russia europea, coadiuvato in quota (a 500 hpa) dallo scivolamento di un nucleo di aria molto fredda sui -28°C -29°C, ha favorito l’avvento di precipitazioni nevose fino in prossimità del suolo, nonostante la presenza nei bassi strati di un campo termico non idoneo per la “dama bianca”.
Ma quello che salta all’occhio è proprio la latitudine delle località interessate da queste sorprendenti nevicate estive, attorno i 62° 61° di latitudine nord, piuttosto bassa per il mese di Giugno. Considerevole è anche la quota, pressochè pianeggianti (la massima altitudine si eleva sui 200 metri), di queste località interessate da queste anomale fioccate nell’ultima decade di Giugno. Nella giornata di ieri la neve è caduta a Kanosha (conosciuta anche come Konosa) e a Njandoma (conosciuta anche come Djandoma). Nella maggior parte dei casi si è trattato, per l’appunto, di acqua neve e neve bagnata che non è stata in grado di lasciare accumuli degni di nota sul terreno. Solo a Kanosha e Njandoma, come nell’area a sud di Arcangelo, durante la nevicata, si sono registrati piccoli accumuli (velo bianco molto sottile) nei tetti delle macchine e nei prati verdi. I fiocchi bianchi hanno fatto la loro comparsa anche a Kargopol, in mezzo alla pioggia fredda. Questa sciabolata fredda, che ha riportato un clima decisamente più autunnale sull’intero comparto occidentale della Russia europea e fra la Finlandia e le Repubbliche Baltiche, si è sviluppata a seguito dell’ennesima spinta meridiana dell’anticiclone delle Azzorre, che nei giorni scorsi, dalle medie latitudini atlantiche si è spinto con i propri elementi più settentrionali fino all’Islanda e al mar di Norvegia.
L’erezione del robusto anticiclone oceanico ha isolato, sul mar di Norvegia, un solido promontorio anticiclonico di blocco, con massimi barici sui 1025 hpa davanti la costa norvegese, che ha favorito lo scivolamento, lungo il bordo più orientale della stessa struttura anticiclonica, di un blocco di aria molto fredda, di stampo polare marittima, che dal mare di Barents si è diretta in direzione della penisola di Kola, il mar Bianco e l’est della Lapponia, per poi fiondarsi sulla Repubblica di Carelia e il settore più occidentale della Russia europea, tramite l’inserimento di una moderata ventilazione da N-NO e Nord che ha raggiunto le Repubbliche Baltiche e il sud-ovest della Russia europea. L’affondo dell’aria fredda, di origine polare, è stato supportato in quota dallo scivolamento di una saccatura, colma di aria molto fredda in quota, che è stata alimentata dall’ingresso di un ramo discendente del “getto polare” che dalle Svalbard scorreva al traverso della Scandinavia. L’avvezione di vorticità positiva prodotta da questa saccatura è stata più che sufficiente per far sviluppare una circolazione depressionaria (per effetto “sottovento” al ramo discendente del “getto polare”), interamente riempita da aria molto fredda e pesante, di diretta estrazione polare, che nel corso della giornata odierna andrà a posizionarsi sul nord della Russia europea.
Con questo posizionamento la depressione fredda continuerà a sospingere nuovi impulsi di aria fredda, provenienti dal mar di Barents, in direzione della penisola di Kola, il mar Bianco, l’est della Lapponia e della Carelia, che contribuiranno a rendere il clima piuttosto instabile e freddo per il periodo. L’aria fredda e relativamente umida, in discesa dal mar di Barents, lungo il lato occidentale della circolazione depressionaria russa, fra oggi e domani, potrà agevolare la stura di nuove nevicate che dovrebbero interessare l’estremo nord della costa norvegese e la penisola di Kola. Ma possibili fioccate di neve mista a pioggia si potrebbero vedere anche nella città di Arcangelo e lungo le coste artiche russe che si affacciano fra il mar Bianco e il mar di Barents. Le temperature continueranno a rimanere diffusamente sotto le medie del periodo sulla Repubblica di Carelia e sul settore più occidentale della Russia europea, almeno fino al prossimo weekend, data l’insistenza della fredda ventilazione da N-NO e NO, pilotata dalla stessa depressione che si stabilirà a ridosso della costa dell’Artico russo con un minimo barico sui 1000 hpa.


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